Il gatto universitario

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Io per i gatti ho un rispetto reverenziale. A casa ne ho 5 e mi sono sempre circondato di felini peggio di una gattara di Trastevere. Ne apprezzo l’aplomb e quell’aria di chi ha capito tutto e nonostante tutto ti compatisce e tollera la tua ignoranza.

Ecco perché non posso che vedere con simpatia le visite che un anonimo gatto nero sta facendo, in questo periodo, all’Università della Svizzera Italiana. Il micio frequenta a quanto pare l’aula di informatica, dove schiaccia spesso e volentieri pisolini sulle poltrone. Non ha paura ed è socievole. Non è un randagio, ma abita nei dintorni ed evidentemente deve aver deciso che la sua passione per l’informatica va coltivata.

E chi si illude che a quel gatto piaccia solo dormire sulle poltrone girevoli è fuori strada. Io lo so, i gatti sono molto più intelligenti di quello che vogliono farci credere. Lo si capisce benissimo dagli sguardi che ci lanciano ogni tanto. E quel gatto, ve lo garantisco, è uno che di informatica ne sa.

Poi è ovvio che non ce lo dice, non gliene frega niente di farcelo sapere, ma nei pigri meandri del suo cervello, il codice binario si trova a suo agio come l’immagine di una confezione di whiskas. Anzi, probabilmente il felino, senza grande sforzo, ha risolto problemi che arrovellano i cervelli di molti universitari e noi non lo sapremo mai. Anzi no, non è una probabilità ma una certezza, e il maledetto dormiglione non aiuterà mai noi umani a evolvere sulla strada della sapienza.

D’altronde perché dovrebbe farlo? Mentre scrivo lui se n’è già dimenticato, e quella soluzione incredibile che avrebbe portato enormi benefici all’umanità si è persa nel suo cervello come lacrime nella pioggia.

E per questo lo ammiro, il meraviglioso bastardo.

L’estate arriva e inevitabilmente siamo attratti da questi fatti più leggeri e curiosi. Parlare di un gatto che ha adottato un’intera università (perché è quello che successo) è rilassante anche per me, che sono sempre impegolato con cose ben più pesanti. Questa è la dimostrazione dell’utilità dei gatti, che anche se non fanno assolutamente nulla, riescono a contagiarci con la loro indolenza sorniona. Grazie micio.

https://www.tio.ch/ticino/attualita/1374516/quel-gatto-che-si-aggira-per-l-universita

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