L’uomo che insulta e spaventa i bimbi

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I fatti sono semplici e creano immediatamente sdegno. Un uomo che abita vicino alle elementari di Gorduno, insulta al loro passaggio bambini, genitori e maestri.

Un fatto che pone seri quesiti e che richiede un’azione seria e immediata.

Che sia chiaro, la preoccupazione delle famiglie è più che giustificata, e anche io se avessi un figlio che frequenta quella scuola non sarei molto tenero con questa persona. Abbiamo però deciso di informarci meglio, proprio per capire a fondo la situazione.

L’uomo accusato oggi di comportamenti sconsiderati, in passato, aveva addirittura fatto del volontariato, proprio coi bambini, un rapporto che a sentire chi ne è a conoscenza era aperto, pulito e piacevole. Poi qualcosa evidentemente si è progressivamente rotto nella mente di quest’uomo, nemmeno quarantenne, che è attualmente seguito dalle ARP. Una rottura di cui non è responsabile e che lo ha relegato, come potrebbe capitare ad ognuno di noi, nel novero dei malati psichici. L’uomo non è comunque ritenuto pericoloso dai medici, che di conseguenza non possono effettuare un ricovero coatto. Alcuni suoi amici, già in passato, parlano di una persona debilitata e tremante.

Quello che in fondo spaventa e fa arrabbiare, sono i commenti sui social delle solite persone, che vedono ogni problema sociale come una malaerba da estirpare e cancellare.

“A forza di giustificare e proteggere ad ogni costo tutti i disadattati, che fine faremo”

“Prenderlo a legnate, ma secche”

E altre amenità sul genere. Ciò che intristisce è l’incapacità di molte persone di vedere e capire il disagio psichico altrui, ma soprattutto l’incapacità di comprendere che una malattia del genere potrebbe tranquillamente colpire chiunque di noi o dei nostri cari. Per cui, le legnate, domani potrebbe prendersele nostro figlio per un’intolleranza manifesta che ormai relega tutto a bianco o nero e alla suluzione muscolare: pedate, legnate, calci in culo, carcere a vita se non addirittura la morte.

Ribadiamo che comprendiamo benissimo l’ansia dei genitori e dei bambini, ma una persona del genere deve essere seriamente seguita ed aiutata, e non possiamo sbattere in manicomio ogni persona che ci crea problemi e gettare via la chiave. Persone che in certi momenti della loro vita hanno evidenti crisi che seppur profondamente sgradevoli non sono pericolose. Alcune guariranno, altre terranno sotto controllo il demone che li stuzzica, altri ancora soccomberanno.

Ai bambini sarebbe bello spiegare, o almeno è quello che farei io, che quel signore sta male, è malato, e non pensa alle cose che dice in realtà. Insegnerei la pietà per chi ha ormai perso parte della sua mente in una oscura pozzanghera. Perché è importante capire, soprattutto ai nostri giorni, che le malattie della mente sono equivalenti a quelle fisiche, vanno curate, va fatta la riabilitazione, va rispettata la convalescenza. Un analgesico per un’ustione è l’equivalente di uno psicofarmaco per un malato mentale e non c’è vergogna nella malattia psichica, non più di quanta ce ne debba essere per una gamba rotta.

L’auspicio è che chi ha la responsabilità di questa persona faccia tutti gli sforzi possibili per fermare una situazione di degrado che crea non solo disagio, ma anche astio nei confronti dei malati psichici.

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