Quadri, sogno o son casta?

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Apro ieri gli occhi nel candore ingenuo del mio risveglio, e scorrendo la home di Facebook fra un gattino e un gustoso piatto di non-so-cosa, noto un post dell’Eletto Lorenzo Quadri, delle 22.40 della sera prima. “Ohibò”, penso, “cosa turba il sonno del nostro rappresentante nel consesso federale, quale problema gli causa insonnia e lo strappa dalle braccia di Morfeo?”. Leggo, e le prime righe mi causano uno sconvolgimento: “La lista della casta”. L’animo mio informe ma della bellezza amante ha un sobbalzo: vuoi vedere che il PS ha arruolato la Casta, intendo, Laetitia Casta? Che ci starebbe pure, una che ha fatto una parte in un film su Asterix, insomma, una simbolica svolta fashion-sovranista, contro l’invadenza delle legioni dell’Unione Europea. Mi ricordo poi che è francese, prima di tutto, guardo poi la foto di gruppo dei candidati e, seppur non manca di fascino, ahimè la bella Falbalà non sta là.

Poi rifletto ancora sul termine, ipotizzo una lista multiculturale con dentro qualche esponente induista, ma no, al massimo guardando a sud si arriva a Chiasso ma l’India resta lontana. Mi dò un’altra possibilità, chissà, magari Quadri alludeva a una castità corporea, magari qualcuno/a ha deciso di consacrarsi alla purezza, ma no, decisamente le candidate e i candidati quando parlano di voti intendono altro.

Quando già dispero di comprendere il criptico messaggio, mi sovviene un dubbio: ma non è che Quadri parla di casta in senso metaforico, come di un gruppo sociale privilegiato, ma non  Calcutta ma dalle nostre parti? Sarebbe strano, dato che siede anche lui a Berna, ben pagato dai contribuenti, insomma, un po’ un ossimoro. E invece, è proprio così: Quadri, Consigliere Nazionale, definisce “casta” altri schieramenti politici, lamentandosi innanzitutto che 4 su 8 siano “figli d’arte”. Mi viene in mente che uno degli eletti al Gran Consiglio della Lega di cognome fa Bignasca, penso che forse Quadri vuole elogiare le famiglie che trasmettono ai figli la passione per la politica, e passo oltre.

Leggo più avanti l’attacco a Franco Cavalli, reo di aver lasciato il posto a Marina Carobbio per permetterle di presentarsi da uscente alle elezioni di qualche mese dopo: mi sovviene che lo stesso Quadri è subentrato a Norman Gobbi nel giugno del 2011 per poi essere eletto a furor di popolo a ottobre dello stesso anno. No, probabilmente non sono del tutto sveglio, sicuramente non si contraddirà così.. vado oltre, speranzoso che sia tutto frutto del torpore mattutino.

Mi cade l’occhio languido sulla frase successiva, dove Quadri parla della “signora verde zurighese che rientra in Ticino ma solo se prima le sarà stata attribuita una cadrega, altrimenti ciccia”. Ma certo, Greta Gysin! A quel punto quella che il post sia solo un sogno diventa una speranza: come si può essere contraddittori fino a questo punto, quando poi in occasione delle elezioni federali si tira regolarmente fuori dal freezer il buon Battista Ghiggia, spedendolo in TV a dibattere se non addirittura candidandolo? E vabbè che viene da Sonvico, ma quanto meno Greta Gysin in Gran Consiglio ci è entrata, e non da spettatrice..

No, dico, sto sognando, troppe contraddizioni in un solo post. Poi in effetti, il raggio di sole dalla mia finestra colpisce e illumina il nome dell’autore del post, Lorenzo Quadri: e nell’epifania del momento, capisco di essere ben sveglio, che è tutto vero. Chiudo Facebook, e nel sbrigare le faccende mattutine mi sovviene l’ultimo dubbio: vuoi vedere che domani il buon Lorenzo tuonerà contro i consiglieri nazionali che guadagnano 230mila franchi l’anno o contro le aziende con l’80% di frontalieri? Dopo quel post, uno se lo aspetta pure…

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