Quant’è difficile esorcizzare il proprio passato…

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Il governo spagnolo di Pedro Sanchez nel marzo di quest’anno, aveva finalmente deciso di rimuovere, fra l’altro con il consenso del Vaticano, la salma di Franco dal monumento da lui stesso eretto alla propria gloria al nord di Madrid. Monumento fra l’altro costruito dai prigionieri politici catturati dai nazionalisti durante la guerra civile.

Bisogna essersi recati in questo mausoleo, ovvero alla Valle de los Caidos per rendersi conto che cos’è: una croce monumentale (e inquietante) che sovrasta un’intera valle e un santuario colonnato che racchiude i corpi dei combattenti caduti durante la guerra civile. Nel centro della chiesa, due tombe, quella del dittatore spagnolo Francisco Franco e quella di Primo de Rivera, il fondatore della Falange. Accanto a loro, umiliazione suprema, pure i corpi di alcuni repubblicani, sepolti su ordine del governo franchista in segno di riconciliazione nazionale in realtà mai esistita sotto il franchismo.

E’ proprio vedendo dal vivo questo obbrobrio architettonico e simbolico che ci si accorge che esso è in realtà un monumento ai quasi quarant’anni di regime franchista; un regime che appartiene al passato, di cui nessuno sente la mancanza (sintomatico che, a differenza di quanto accade in altri Paesi, nessun partito di destra ne rivendichi l’eredità), con pochi uguali nella storia del ventesimo secolo in quanto a oscurantismo.

Di questi giorni è la notizia che un Tribunale spagnolo, adito dalla famiglia e dai frati benedettini che si occupano della manutenzione del mausoleo, ha sospeso l’esumazione della salma prevista per l’11 giugno. Pedro Sanchez aveva voluto dare un segnale forte per proiettare il suo Paese definitivamente lontano da un regime che tutti (quasi) vogliono dimenticare, ma si vede che una parte della Chiesa spagnola e la famiglia riescono ancora ad imporre al loro Paese il ricordo di una dittatura da cui la società spagnola si era poco a poco affrancata attraverso un doloroso processo di riconciliazione e che avrebbe potuto simbolicamente concludersi con il trasferimento delle spoglie del Caudillo. Invece no, così facendo, chi si ostina a lasciare le cose come stanno, non solo continua de facto a tessere le lodi al franchismo, cosa legittima, ma soprattutto, mantiene aperto il fossato che ancora divide (sempre meno fortunatamente) la società spagnola.

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