Teo, mettiti a lavorare

Pubblicità

Di

“Se mio figlio ha fame e mi chiede di dargli da mangiare secondo voi io rispetto le regole di Bruxelles o gli do da mangiare? Secondo me viene prima mio figlio, i miei figli sono 60 milioni di italiani”.

Posto il fatto che io non sono tuo figlio e neanche voglio esserlo, Teo, il discorso è un altro.
Ti piace la metafora del padre di famiglia?
Ok, allora usiamo quella.

Ci sono padri che non lavorano e fanno debiti che non possono pagare, per far campare la famiglia.
Tu sei uno di quelli. 
Uno di quelli che vanno in giro in Mercedes e d’estate portano i figli in vacanza alle Maldive, ma in banca sono in rosso da tempo.
Adesso la banca ti ha chiamato per dirti che lo scoperto è finito e che nei prossimi tempi non andrai a guadagnare di più, come invece avevi promesso, quindi non puoi chiedere altri soldi in prestito. 
E tu che fai?
Gli rispondi che vuoi fare altro debito, come l’anno scorso, perché i tuoi figli meritano di campare meglio.

Così torni a casa e, assieme a tua moglie Gegia Di Maio, dici ai pargoli: “State tranquilli, adesso ci pensa papà, adesso papà va in banca e batte i pugni sul tavolo del direttore, tanto ho degli amici nel CDA della banca che mi appoggiano”.

Ma non è vero neanche quello.
I tuoi amici, nel CDA, non contano niente.
E, quando glielo chiede il direttore, rispondono che no, non puoi mica fare altro scoperto.

Così finisce che la banca ti blocca il conto e ti pignora la Mercedes, il divano e la tv da 600 pollici che tenevi in salone, appena sopra la foto di Bossi che si pulisce il culo col tricolore.

A quel punto, papà Teo, puoi decidere solo due cose: o ti metti finalmente a lavorare e inizi a guadagnare quello che spendi, altrimenti tu, mamma Di Maio e i vostri 60 milioni di figli finite a vivere per strada.

E non potete neanche occupare un appartamento disabitato per andarci a vivere, perché al governo c’è uno stronzo che fa campagna elettorale sgomberando la gente.

Questo è quanto, papà.

Emiliano Rubbi

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

NO,GRAZIE!