Ucciso perché dalla parte dei migranti?

Di

Occhi azzurri. Sguardo gentile e un paio di baffoni brizzolati, impreziositi da un sorriso bonario. Vogliamo ricordarcelo così Walter Lübcke. Lui che, esponente della Cdu di Angela Merkel, domenica è stato trovato a casa sua agonizzante. Inutili i tentativi di rianimarlo. Walter è morto di lì a poco in ospedale. Ucciso da un colpo di pistola di piccolo calibro esploso a bruciapelo. Un colpo alla testa. Gli inquirenti che lo hanno trovato così, riverso in una pozza di sangue, escludono che si possa trattare di un suicidio. Anche perché, dell’arma, non s’è trovata traccia.

Le indagini, fin qui condotte per chiarire cosa sia realmente successo e chi possa esserci dietro a quello che a tutti gli effetti sembra essere un omicidio, per ora vanno in ogni direzione. Dunque non c’è granché che si possa dire. Ma c’è un ma che non va ignorato. Walter non era esattamente un Pinco Pallino qualsiasi. Nel 2015, durante la crisi dei migranti e la coraggiosa decisione di accoglierli presa da Angela Merkel, anche lui si batté al fianco della cancelliera perché questo accadesse. Una posizione per la quale fu preso di mira dalla sezione locale di Pegida, movimento di estrema destra anti-rifugiati.

Lübcke era considerato un politico moderato e aperto. C’è chi lo ha definito un costruttore di ponti. Ora purtroppo un costruttore di ponti morto. Eppure Walter era uno che non si lasciava intimidire né le mandava a dire. “Chi non condivide questi valori può lasciare questo Paese in ogni momento, se non è d’accordo. Questa è la libertà di ogni tedesco”, aveva detto nel corso di un dibattito, nella sua città, sui centri di prima accoglienza per migranti. Un’affermazione che gli era costata qualche minaccia di morte.

Come detto, sul movente all’origine di quanto è successo, è prematuro esprimersi e non vogliamo dare spazio a quel tarlo e ai dubbi che inevitabilmente si affollano nella mente in situazioni come questa. Sarà anche vero che can che abbai non morde. Ma poi una volta che ha smesso di abbaiare? Aggressioni, minacce di morte, episodi di sopraffazione verbale e fisica. Azioni xenofobe o razziste. Per alcuni sono sempre e solo delle sciocchezze. Lo sono finché poi non ci scappa il morto. E allora tutto cambia. Ma solo allora.

Ecco perché, passando dalla Germania alla provincia dell’impero, tornando al nostro piccolo Ticino, mi chiedo se davvero tutto il mondo non sia paese. Me lo chiedo rispetto ai soliti commenti scomposti di certa destra nostrana che hanno accompagnato le svastiche volute per intimidire Lea Ferrari del Partito Comunista (leggi qui). Come scrive il PS in un suo comunicato: “Atti del genere non vanno banalizzati, non sono né delle ragazzate né dei casi isolati, come dimostrato da fatti analoghi contro esponenti di Sinistra registrati altrove in Svizzera: vanno combattuti seriamente poiché oltre alla convivenza pacifica, mettono a repentaglio la democrazia.”

Biasca e la Riviera sono terre dove gruppi di teppistelli con la testa rasata e la svastica tatuata sul cuore non mancano. Ce lo confermano le cronache. Sempre più spesso simboli nazisti e fascisti spuntano come amanite falloidi un po’ ovunque, non solo davanti alla casa di Lea. Simboli ben più velenosi di certi funghi. Perché la democrazia si misura sulla possibilità e la libertà di esprimere il proprio dissenso, non nel soffocarlo a forza d’intimidazioni, violenza o peggio ancora cancellandolo con un colpo di pistola.

Ti potrebbero interessare:

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

SOSTIENI GAS NO,GRAZIE!