La sporca guerra dei pomodori

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C’è in atto un disgustoso gioco al ribasso, soprattutto nella grande distribuzione. Il trucco si chiama asta elettronica a doppio ribasso. Il costo del cibo crolla, ma i produttori sono costretti in sostanza alla fame.

Cosa si nasconde dunque, dietro a prezzi talmente stracciati da risultare impossibili? Che cosa permette per esempio a grosse catene francesi o italiane di offrire alla clientela una passata di pomodoro da mezzo litro a 39 centesimi?

Se calcoliamo la bottiglia, il tappo, il lavoro, la materia prima e il costo dell’energia, scopriamo che questo prezzo, tolto il margine di guadagno del grande distributore, non raggiunge nemmeno la copertura dei costi.

Il meccanismo, come dicevamo, è perverso. L’asta a doppio ribasso funziona al contrario, a spuntarla è il peggior prezzo. Funziona così. Il grande distributore chiede ai fornitori di proporre il loro prezzo più basso.

Chi non riesce a stare al passo si ritira già alla prima asta. Ai restanti in gara è poi chiesto di far un’ulteriore offerta al ribasso.

È ovvio che parliamo di milioni di litri, sempre restando nell’ambito dell’esempio della passata di pomodoro.

Spesso il “peggior” offerente non riesce nemmeno a coprire i costi, o ci riesce a malapena, è disposto però a questi ribassi pur di lavorare e di vedere piazzati in tutti i punti vendita del discount la sua passata, sperando poi di rifarsi magari con altri prodotti.

Inutile dire che questo modo di agire, oltre a falsare i prezzi di mercato, crea una spirale al ribasso che si ripercuote sui produttori, anch’essi costretti al ribasso continuo e a svendere i propri prodotti.

L’esempio che abbiamo fatto non è fittizio. Eurospin per esempio è riuscita così ad aggiudicarsi, poche settimane fa, un lotto di 20 milioni di bottiglie di passata pagandole appena 31,5 centesimi l’una e rivendendole a 39 centesimi. I grandi discount, come Eurospin, Aldi o Lidl giocano su questi enormi lotti con un valore aggiunto minimo, puntando sulla quantità. 7,5 centesimi di guadagno a bottiglia sembrano pochi, moltiplicati per 20 milioni, la storia cambia.

Attenti perciò ai prezzi stracciati, che se da una parte rallegrano il nostro borsello, dall’altra nascondono l’ennesima storia di sfruttamento. Come racconta Marco Nicastro, presidente dell’associazione produttori del Mediterraneo:

“…Altro che sfruttamento nei campi da parte nostra, è la grande distribuzione organizzata il vero caporale!”

Fortunatamente, proprio in questi giorni la Camera, almeno in Italia, ha varato una legge che rende illegali queste aste, per proteggere almeno in parte l’anello più debole della catena, ovvero i produttori agricoli. Una piccola goccia nel mare pieno di squali della grande distribuzione.

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