Cosa c’è dietro l’abbattimento di un albero

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Ha creato non pochi malumori il recente abbattimento di quattro imponenti cedri di fronte alla stazione ferroviaria di Bellinzona. Stando alle parole di Christian Paglia, capodicastero opere pubbliche e ambiente, due di loro erano malati e pericolanti. L’aver scelto di abbatterli tutti e quattro rimane comunque una decisione discutibile. A maggior ragione se gli altri due erano in salute. Ma il Municipale Paglia, in passato, si era già distinto per avere preso decisioni poco amate dalla popolazione della Turrita (leggi qui). Nella Capitale poi, tra gli alberi che, in ordine sparso, ancora gridano vendetta per essere stati fatti a pezzi ci sono ad esempio i platani che crescevano davanti alla Chiesa di San Giovanni.

Ma se Bellinzona piange, Lugano di certo non ride. Di recente, a colpi di motosega è stato fatto sparire l’ultimo tratto alberato di via Maraini, anche lì a poca distanza da una stazione. In precedenza, rabbia e proteste avevano accompagnato anche il taglio degli alberi lungo il fiume Cassarate. E via di questo passo, volendo, gli episodi più o meno recenti di “sega facile” potrebbero senza dubbio riempire l’intera pagina. Eppure, quando la colonnina di mercurio sale e a darle manforte ci si mette anche l’afa, quando il caldo si fa torrido al punto da togliere il respiro, l’ombra di un albero non solo si fa preziosa, ma necessaria.

Il fatto di poter trovare riparo e sollievo al fresco di un albero, dovrebbe farci rendere conto della ricchezza inestimabile che un albero rappresenta. Soprattutto camminando per le nostre città nelle ore più calde. Nelle zone urbane la vegetazione e gli alberi in particolare sono un bene comune prezioso. Un valore verso il quale non tutte le amministrazioni pubbliche sembrano però avere la sufficiente attenzione. O almeno un briciolo di sensibilità. I recenti esempi di Bellinzona e Lugano, che tanto hanno fatto discutere nella Svizzera italiana, non fanno che aumentare i nostri dubbi in proposito.

Il mantenimento e l’incremento della biodiversità, in aree in cui la presenza umana è massiccia, sono strettamente legati alla qualità della vita offerta. Grazie alla vegetazione che possiamo trovare nelle aree urbane è possibile ridurre l’inquinamento e il rumore, senza contare poi la produzione di ossigeno. La presenza di aree verdi influisce inoltre accrescendo il valore immobiliare degli edifici che sorgono nelle vicinanze. Ecco perché bisogna immaginare alberi, arbusti, siepi come beni che hanno anche un valore economico.

Una ricchezza spesso trascurata, soprattutto quando si eliminano alberi secolari facendolo senza tenere conto del patrimonio, del capitale che in quel momento viene irrimediabilmente distrutto. Perché, spesso, dietro all’abbattimento di un albero c’è la leggerezza e l’ignoranza di chi non sa tutto questo. Convinto che laddove gli alberi stanno per essere abbattuti basterà ripiantarne degli altri. Eppure, gli esempi non mancano, di viali alberati non ripristinati dopo il loro taglio o di aree verdi scomparse per sempre, per lasciare posto a nuove ciclopiche costruzioni. Del resto qualsiasi stupido è capace di distruggere gli alberi: non possono né difendersi e neppure scappare.

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