È importante se Quadri è omosessuale o etero?

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Lorenzo Quadri sembra un po’ nervosetto. Invece di mettersi in mutanda spalmato di olio di cocco sotto un ombrellone, si mette a litigare con mezzo mondo. Prima Igor Righini (leggi qui), poi Mirko D’Urso (leggi qui) e recentemente con la pagina satirica del Ticinese Medio, una pagina goliardica molto conosciuta.

Quadri si picca per un meme, ritenuto omofobo, perché in una delle frasette accompagnatorie si legge: “sentimentalmente legato” ad una signora. Una frase che ci pare di ricordare, si riferiva ad un’intervista di tempo fa e che riguardava proprio Quadri.

Lorenzo si adira con quelli del Ticinese Medio, che sarebbero poveracci e omofobi secondo lui e anche secondo un parterre di difensori, compreso Mattia Sacchi, caporedattore di Ticinonews e ex redattore del Mattinonline. Affascinante vedere come le groupies di Quadri, tutto d’un tratto, scoprano una vena gay friendly insospettabile.

Attenti però, la trappola è proprio qui, nell’offendersi per battute che “insinuano” l’omosessualità di Quadri. Chi sono gli omofobi qui alla fine? Proprio coloro che si offendono perché presumono che Quadri venga tra le righe descritto come omosessuale.

A quella sinistra accusata a vanvera come al solito, di essere omofoba, invece non frega una beneamata cippa se Quadri è omosessuale o meno, perché il pensiero fisiologico della sinistra è condivisivo e tollerante.

Che Quadri abbia un pessimo rapporto con l’omosessualità, lo si sa però da tempo.

Lo dimostra anche il contenzioso che lo coinvolse 5 anni fa, quando era stato definito “Lorenzina” dal volantino “5 minuti” editato da alcuni suoi avversari, politici e non. Titolava Tio allora:

L’onore di Quadri è intatto, il “5 minuti” fu solo satira. (leggi qui)

Il tribunale sancì allora, che il termine Lorenzina non è offensivo per un semplicissimo e bellissimo motivo, il procuratore Gianini dichiarò allora che scrivere ad esempio:

“…Lorenzina” non costituisce reato, poiché rientra nel contesto della satira/parodia del personaggio politico”. E proseguì argomentando: “Lorenzo Quadri non è mai stato apertamente definito “un omosessuale, checca, finocchio”, come da lui sostenuto nella propria querela”.

Poi l’affondo finale, che spiega a tutti noi il nodo centrale della questione: “le insinuazioni sull’orientamento sessuale non macchiano la sua reputazione di essere considerato un “uomo d’onore”, data l’uguaglianza e il rispetto che ognuno dovrebbe avere per ogni orientamento sessuale”.

Attenti a questa frase:

“…data l’uguaglianza e il rispetto che ognuno dovrebbe avere per ogni orientamento sessuale”.

Eccolo lì il concetto giusto e inattaccabile. Se domani infatti cominciasse una presunta campagna diffamatoria per definirmi omosessuale non farei una piega, anzi, mi divertirei. Ho amici omosessuali (ah gli amici che si tirano fuori quando fa comodo!) che flirtano con me e io ne sono onestamente lusingato.

Se Quadri ha tutte queste angosce il problema è suo, e chi lo difende a spada tratta non ha proprio capito, o finge di non capire cos’è l’omofobia, che vive tra di noi e serpeggia insidiosa sotto la cenere come una brace rovente. Il fuoco dell’omofobia è alimentato soprattutto dalle destre ultracattoliche, che più sono estreme più sono omofobe. Perché l’odio, abbiamo visto benissimo in questi anni, viaggia a destra. Agli immigrati infatti si sommano, e lo dicono le statistiche, gli omosessuali e soprattutto le donne. L’odio omofobico e misogino viaggia come un compagno fedele sulla stessa barca di quello per neri, ebrei, musulmani e immigrati.

Il Ticinese Medio è omofobo? No, fa satira e lo fa ridendo, come faceva il Diavolo. E ora si parta pure con le solite accuse patetiche di sessismo e omofobia.

Anzi, facciamo una bella cosa. Vieni al prossimo Pride, Lorenzo, e che ci vengano tutti coloro che si indignano ora. Sfilate con i vestiti arcobaleno come abbiamo fatto noi. Vi accoglieremo volentieri, perché difendere i diritti di ognuno dovrebbe essere anche un imperativo leghista. Curiosamente però, quando si parla di omosessualità, la Lega non è che corra sugli spalti sventolando bandiere colorate.

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