Ero ironico

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Uno studente di ingegneria cagliaritano nell’occhio del ciclone per degli orrendi commenti sulla morte di una transessuale ucciso a martellate. Rischia l’espulsione dall’università.

I fatti sono già orribili di partenza, un uomo si apparta con una transessuale credendola una donna biologicamente tale, e accortosi della sua condizione reale, la uccide a martellate. L’ennesimo omicidio figlio di un’orrenda brutalità che scaturisce della desolante cultura machista.

Lo studente, sui social, commentando i fatti non solo va lungo, ma ci regala anche una delle migliori perle di orrore e cattiveria, oltre a dimostrare la fragilità nei confronti della propria sessualità. Ecco il commento:

“Continuate a dire “una”, ma lo volete capire che se ha il cazzo è un maschio? (…) trans di merda, se fosse stato sincero si sarebbe evitato la morte. Le martellate sono il minimo.”

Quella trans aveva 17 anni, occhi azzurri e viso d’angelo. Una ragazzina, una piccola creatura per cui la prostituzione era evidentemente l’unica via. Uccisa da un “uomo” biologicamente tale, che di umano non ha nulla. Come non ha nulla di umano il commento di Mattia Guttuso.

Anche se poi , dai, lo sappiamo che lui è solo un idiota, punta dell’iceberg. Ignaro capofila di una frotta di babbuini urlanti talmente terrorizzati dalle proprie pulsioni sessuali o dal proprio lato femminile, da diventare davvero ottuse bestie senza pietà.

Purtroppo per Guttuso, il suo post ha fatto molto scalpore ed è arrivato fino ai vertici attraverso il portavoce degli studenti dell’ateneo che ha ha scritto al Rettore, chiedendosi se l’università non venisse svilita e infamata da certi commenti e se quest’ultima ritenesse corretto continuare ad avere il Guttuso tra i suoi allievi. Il rappresentante chiede di fare tutti gli approfondimenti del caso su Guttuso, responsabile di:

“… essere passato alle cronache odierne per un post su Facebook che invitava alla violenza manifestando sostegno verso l’autore di un omicidio nei confronti di una ragazza transessuale. Mi domando se il comportamento dello studente (ferme restando le eventuali iniziative che vorrà prendere la magistratura) sia compatibile con il prosieguo del suo status di studente presso la nostra illustre Università.”

Guttuso, nelle sue deboli scuse, rispolvera i più triti luoghi comuni e tra tutti quelli a cui ci hanno abituato i leoni da tastiera, un po’ come quando il Mattino della Domenica, nel’occhio del ciclone per l’ennesimo articolo o fotomontaggio si trincerava dietro la satira.

“Ero ironico”, il disarmante e triste concetto di difesa del ragazzo:

Mi riferivo solo all’articolo, se un uomo si finge una donna e lo scopro solo a letto perché non è stata sincera posso giustificare una reazione violenta. Certo, ho esagerato con le parole. Non odio i gay né le trans. Chiedo scusa a tutti, non era mia intenzione ed ero ironico, ma adesso sto subendo insulti e minacce di morte anche per la mia famiglia. Vi sembra giusto questo?”.

L’ironia è un’arte sottile della retorica, certe crasse insinuazioni, certe espresioni di violenza non si avvicinano nemmeno lontanamente al concetto di ironia, che è per sua natura sottile ed insinuante. Qui invece il concetto è bello chiaro e purtroppo pesante. Ammazzalo, colpiscilo a martellate e non è ancora abbastanza. E arriva addirittura, il Guttuso, nella sua difesa, a dire che un fatto del genere giustifica una reazione violenta. Come in passato per i delitti d’onore, dove la reazione violenta o l’omicidio erano tollerati, quando non applauditi, dalla società. Il tutto in nome di un “onore” falso e ridicolo, perché non c’è onore in queste cose. C’è solo l’immensa miseria umana.

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