Foa e i russi, Lerner ci dà ragione

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Solo pochi giorni fa, parlavamo delle connessioni di Marcello Foa con la Russia (leggi qui). A confermare le nostre ipotesi, uno dei più autorevoli giornalisti, oltre che saggista e conduttore televisivo: Gad Lerner.

In un articolo su Repubblica, Lerner parla proprio di Marcello Foa e delle sue passioni russe:

“Alla Rai c’è un giornalista che meglio di chiunque altro potrebbe raccontare la vera natura dei rapporti che intercorrono tra la Lega e la Russia di Putin: si chiama Marcello Foa, è uno che se ne intende. Ricopre l’incarico di presidente della principale azienda editoriale del nostro Paese dal settembre 2018. (…)”

Foa, forzato alla presidenza RAI da Salvini, si è sempre dimostrato molto ossequioso con chi gli ha permesso di fare carriere nonostante il magro curriculum. Scrive ancora Lerner:

“Giocava a sfavore di Foa l’esilità del curriculum: la sua carriera italiana si era fermata a caposervizio esteri del Giornale; per poi traslocare in Svizzera alla guida di un gruppo editoriale del Canton Ticino. (…) Di lui si citarono allora le compiacenti ospitate negli studi dell’emittente putiniana in lingua inglese Russia Today; e la vena polemica con cui, sul suo blog, inneggiava alla riscossa dei popoli europei contro le oligarchie da cui, a suo dire, erano oppressi…”

Un ritratto impietoso e reale di Lerner, nei confronti dell’ex amministratore del Corriere del Ticino, che grazie all’appiattimento su posizioni sovraniste e sulle fake news ha costruito la sua fortuna nonostante le sue competenze siano ben al di sotto di quelle richieste per il presidente dell’ente radiotelevisivo italiano.

Le connessioni ticinesi

Legate soprattutto a Tito Tettamanti, miliardario in disuso e sponsor di Foa, pure lui fervente sovranista e amico di Steve Bannon (leggi qui), le connessioni che hanno permesso a Foa dal Ticino di coltivare le sue amicizie.

“Già pochi mesi prima della morte del suo maestro (Indro Montanelli NdR), Marcello Foa interveniva assieme a Savoini e Giorgetti alla giornata conclusiva dell’Insubria Festival Celtico dedicata a “Continente Russia”. In quel triangolo fra Varese, Lugano e Locarno dove andava formandosi la struttura di relazioni organiche con Putin cui avrebbe attinto Salvini per lanciare la sua offensiva contro “i criminali di Bruxelles”. E che avrebbe portato nel 2016 alla sottoscrizione di un inedito accordo quinquennale fra la Lega e Russia Unita, il partito di Putin.”

Foa nel frattempo prepara il terreno per dimostrare agli amici che lui è un fedele scherano. Sul blog di Beppe Grillo e sul suo personale, fioriscono sviolinate nei confronti di Putin, citavamo nel precedente articolo alcune frasi tra le tante in cui si esalta il leader russo:

“(…) Riguardo alla Russia le mie idee sono da tempo piuttosto chiare. Premessa: mi sono recato a Mosca regolarmente per 18 anni, dal 1990 al 2008, in qualità di inviato speciale. Ho seguito in prima persona le fasi cruciali di questo Paese, dal crollo dell’Unione Sovietica alla crisi finanziaria della fine degli anni Novanta, dall’ascesa di Putin al periodo di Medvedev, (…)In questi 18 anni non ho mai dovuto coprire una sola crisi internazionale provocata dal Cremlino. (…)” – e ancora-“tutti riconoscono al presidente russo grande sagacia nel calibrare le sue mosse. Eccelle sia nella strategia che nella tattica.” 

Fare come in russia

Lerner conclude il suo articolo lapidario, dopo avere ricordato le teorie complottarde e le fake news (leggi qui) propagandate da Foa:

“Inebriati dalla visione di “democrazia autoritaria” impersonata da Putin, a “fare come in Russia” sembra che aspirino intellettuali e faccendieri della cerchia ristretta di Salvini. Fra loro c’è anche colui che dovrebbe rivestire la funzione di garante del pluralismo nella televisione pubblica. Chi ce l’ha messo, avrà fatto i suoi calcoli.”

Ne siamo convinti anche noi, c’è molta acqua torbida inorno all’isolotto di Foa e di Salvini, renderla cristallina è un lavoro improbo ma non impossibile.

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