Ghiggia e le interviste da zerbini

Non vorrei dare l’impressione errata di avercela con Battista Ghiggia. Io ce l’ho con Quadri, con Boris, con Robbiani, mi fanno sangue come si dice. Ghiggia no, mi fa solo ridere. Fantastica la compiacente “intervista” di ieri sul Mattino.

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Ribadiamo, Battista Ghiggia è come quei salotti degli anni ’50, quelli da non rovinare che si coprivano con la plastica. Rivestimento antipolvere che si toglieva solo quando arrivavano ospiti. Partiti quest’ultimi si puliva, si rassettava, si rivestivano di nuovo divani e poltrone, lasciando il salotto nella sua quieta penombra a riposare fino alla prossima occasione.

Ghiggia uguale (leggi qui), viene estratto dal suo scrigno come delicata porcellana per le Federali, e poi riposto con amore e commozione terminata la festa. Ma passiamo all’intervista, o meglio alla sviolinata, chi è in realtà Battista Ghiggia?

“È un avvocato, per il momento un candidato e non un politico e soprattutto un uomo che lotta ogni giorno per tenere la schiena dritta.”

E certo, gli altri candidati sono tutti smidollati, ma vabbè, ci sta di incensare un po’ a vanvera i propri candidati, anche se ormai non se la beve più nessuno. Entrando nel vivo, si chiede a Ghiggia se sia uno riservato:

“ (…) Fino a non molti anni fa riservatezza, modestia, onestà e operatività erano considerate fra le migliori qualità degli svizzeri. Oggi anche da noi sembra andare per la maggiore un vuoto esibizionismo, la fanfaronaggine ed un cinico egocentrismo…”

Non sappiamo se il riservato Battista si sia reso conto che ha appena fatto la descrizione di un buon 85% dei politici leghisti, che a fanfaronaggine sono secondi solo a capitan Fracassa. Comunque lui rimane uno riservato, come i bravi svizzeri dovrebbero essere sempre. Saltiamo la domanda sulla famiglia, dove per Ghiggia se non ci sono papà e mamma il livello di civiltà recede (giuro) e passiamo ai rapporti col Nano:

“ … Il Nano, come me, era patrizio di Sonvico…”

Alt, fermi tutti. BATTISTA GHIGGIA è patrizio di Sonvico come il Nano!! Quale miglior viatico, quale più ovvia consacrazione? Questo dovrebbe bastare all’elettore per votare il Battistino a occhi chiusi. Perché diciamolo, signori, da Sonvico vengono fuori solo politici di razza, gente riservata e con la schiena dritta, mica sbruffoni esibizionisti e fanfaroni.

Poi si affronta la questione spinosa della rigommatura, meglio se lo facciamo noi, si saranno detti, che di sicuro la tirano fuori gli altri:

“…Il PPD, come d’altronde il PLR, ha tradito la sua missione storica, quindi l’uscita dal PPD è stata per me una conseguenza logica ed inevitabile…”

E magari nel PPD qualcuno più furbo aveva capito che l’opportunismo e il pro saccoccia erano più importanti del referente cristiano per il buon Battistino, che tra i popolari democratici non è che abbia fatto una carriera sfolgorante. Alla domanda del perché si ricandida (meglio dire: lo ricandidano) risponde:

“…La convinzione di poter rappresentare un pensiero, un metodo di lavoro e una visione del mondo oggi schiacciati dal politically correct…”

E certo, se tutto va a puttane è colpa del politically correct. Se aumentano le casse malati, se ci sono i tagli al sociale (voluti dalla Lega), se il pianeta sta diventando come un forno a microonde è colpa del politically correct, mica di quelli che aprono conti offshore a Panama. Un gioiello la risposta sull’unione di PLR e PPD e di PS, Verdi e Comunisti per le Federali:

“Mi sembra una scelta di tipo esclusivamente opportunistico, senza contenuti politici e a meri fini cadregari. (…) -e ancora- (…) È vero che l’ammucchiata rossoverde può mettere a rischio al Nazionale anche un seggio della destra, per cui occorre darsi da fare per evitare che ciò accada.”

Invece l’ammucchiata Lega – UDC per le Cantonali non era una scelta puramente opportunistica a fini cadregari ma un atto d’amore e di fede totalmente disinteressato come raramente se ne vedono nella vita.

Una domanda fa scompisciare, soprattutto alla luce di recenti fatti, e cioè:

“I ticinesi, lo dice un sondaggio recente, a Berna non si sentono rappresentati in modo deciso e coraggioso. È d’accordo?”

Un solo piccolo appunto. A Berna a rappresentarci ci sono Quadri e la Pantani, 166esimo e 169esima su 173 deputati nel rating che stabilisce le loro efficacità e competenza. (leggi qui). Se ci mandiamo pure Ghiggia magari riusciamo a fare il record negativo di nullafacenza.

I rapporti con la UE? Il solito coacervo di contumelie: e vogliono colonizzarci, e sono perfidi e cattivi e gli unici a difenderci sono Chiesa, Quadri e Pantani (poi non fanno un cacchio, ma tant’è).

L’intervista termina con una noiosa tirata su Cassis, gli accordi quadro e roba del genere. Delle piccole perle sono le foto, soprattutto quella dove il Ghiggia beve l’apèro con l’Attilio Bignasca, pallido sostituto del fratello. Si vede che nonostante l’amicizia del Ghiggia col Nano dai tempi del liceo, non c’è una straccio di foto di loro due insieme nell’arco di 50 anni.

Ma ricordate, Ghiggia è uomo con la schiena dritta, anche se è un rigommato, anche se strusava con i conti offshore a Panama, anche se non ha mai fatto una mazza per la Lega. Dunque chissenefrega se non ha una foto col Nano, lui è uno riservato, mica uno da selfie come il Robbiani!

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