I Neanderthal estinti dagli ultravioletti

Oggi nuovi studi, sembrano avere una risposta. A fregare i Neanderthal sarebbero stati i raggi ultravioletti. Sì, una specie di solarium preistorico sarebbe stato letale ai poveri cugini.

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Ci abbiamo rimuginato sopra per decenni, dalla scoperta per la prima volta delle ossa di un Neanderthal. Si era nel 1856, quando degli scavatori di calcare rinvennero in una grotta dei resti umani. Ovviamente la grotta si trovava nella valle di Neander, se il ritrovamento fosse avvenuto in Verzasca a quest’ora avremmo noi il prestigioso homo verzascathlensis.

I resti furono mostrati a Johann Fuhlrott, insegnante di scienze, che si rese conto di trovarsi di fronte ad un altro genere di homo, vissuto tra i 130’000 e 22’000 anni fa tra Europa, Asia e Africa. Tutti lo conosciamo per le innumerevoli ricostruzioni: bassotto, robustissimo, braccia lunghe e arcata sopraccigliare pronunciata, mento sfuggente. Il Neanderthal era la macchina perfetta per sopravvivere alle glaciazioni.

Però oggi ci siamo noi, i discendenti dei Cro-Magnon, anche se nel nostro DNA sono rimaste tracce d’incroci tra la nostra specie e quella dei massicci cacciatori dei ghiacci. Per decenni, dicevamo, ci siamo arrabattati per capire come mai i Neanderthal fossero scomparsi. All’idea di una guerra fratricida e alla superiorità tecnica dei Cro-Magnon, col tempo si fece invece strada l’idea dell’assimilazione. Infatti, tracce genetiche dei Neander rimangono nel nostro DNA, appunto, come i tratti somatici citati in alcuni individui. Ma rimaneva il tarlo della scomparsa totale della specie.

Oggi nuovi studi sembrano avere una risposta. A fregare i Neanderthal sarebbero stati i raggi ultravioletti. Sì, una specie di solarium preistorico sarebbe stato letale ai poveri cugini. La Storia è spesso molto più bastarda di quel che sembra, e piuttosto che grandi ed epiche motivazioni, spesso prevalgono quisquilie quasi invisibili che hanno portato a cambiamenti epocali. Per i Neanderthal questa quisquilia sarebbe una variante del campo magnetico terrestre, che avrebbe aumentato i raggi ultravioletti, quelli che oggi ci insegnano a rifuggire come la peste, pena grappoli di melanomi sparsi dagli alluci ai bulbi piliferi.

Infatti, la fine dell’Evento di Laschamp, avvenuto 41’000 anni fa, coincide in sostanza con la quasi scomparsa dei nostri cugini nerboruti.

Il campo magnetico è la salvezza degli organismi terrestri dai letali raggi solari UV. Senza di questo la Terra sarebbe un’enorme fritteuse. Anche solo lievi cambiamenti possono essere letali a ceri organismi. In questo caso la storia decise che i Cro-Magnon avevano dei geni più adatti a resistere ai raggi ultravioletti che i Neanderthal, e in un periodo dove passavi mezzo nudo quasi tutta la vita, non è cosa da poco. A conferma della teoria, vi fu un altro evento simile 13’000 anni fa, che portò all’estinzione in Europa e in America di 35 grandi mammiferi come i mammuth, i rinoceronti lanosi o le tigri dai denti a sciabola.

Non prendete tutto per oro colato però, di teorie ce ne sono diverse e molte valide. Questa va ad aggiungersi alle altre, con l’unica certezza che siamo sopravvissuti ai Neanderthal, anche se visto l’andazzo non si sa per quanto.

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