Philippe Plein di sé

Che Philippe Plein stia un po’ sui marroni ai ticinesi si sa, perlomeno a quelli che hanno un reddito che in un anno corrisponde a una delle sue giacche di coccodrillo. Plein, ieri, incontrando Berlusconi a Lugano si è permesso di prendere in giro le leggi sul lavoro del nostro Cantone.

Di

Di palloni gonfiati è piena l’aria, soprattutto in quella fascia della Lugano bene, piena di soldi e di amicizie tra la spietata imprenditoria liberista lombarda. Ieri abbiamo visto a Lugano un incontro al vertice tra lo stilista tedesco Plein e il Berlusca, che a onor del vero sembra un pochino rintronato ultimamente.

In un video, pubblicato dal Corriere del Ticino, alla domanda se gli piace Lugano, parte con una filippica che tira in ballo i greci, il cattolicesimo e lo Stato per poi dire, in poche parole, che tutta la sinistra fa schifo. Per Berlusconi la sinistra:

“ha un’ideologia opposta alla natura dell’uomo ed è l’ideologia più disumana nella storia dell’uomo.”

Berlusconi è invece evidentemente convinto, da grande umanista, che il liberismo sfrenato della destra economica sia un naturale coronamento dell’evoluzione umana, foriero di benessere e di etica. Insomma, l’uomo del terzo millennio è ricco, sfrutta gli altri, tratta i poveri come zerbini e promuove il mercato selvaggio. Scegliete poi un po’ voi.

Su questo solco anche il mascelluto e sorridente Plein, che non si ferma un attimo, e ritiene sia giusto lavorare di notte e nei week end. La differenza è che se lo fa lui guadagna milioni, se lo fanno i suoi dipendenti ci guadagnano un bell’esaurimento nervoso.

L’incontro era volto a sancire l’accordo tra l’AC Monza di Berlusconi e il brand di Plein, d’altronde chi si somiglia si piglia.

Plein poi, col suo consueto ironico disprezzo per noi “normali”, si è permesso una battutina, in relazione alle vecchie dispute con Comune e sindacati in merito ai suoi ritmi disumani di lavoro:

“Lavoreremo giorno e notte, ma per questo siamo stati criticati e siamo finiti sui giornali, perché qui non va bene lavorare nei weekend. Però io sono uno stakanovista. Quindi nei fine settimana spegniamo la luce a Lugano e chiudiamo tutto. Ci portiamo il lavoro altrove.”

No Plein, non sei criticato. Semplicemente nel nostro Cantone abbiamo delle leggi che tutelano i lavoratori, leggi a cui anche tu, golden boy, devi sottostare. Scrivevamo nell’aprile 2018:

“…dopo una denuncia di sindacati e Ufficio del lavoro, valanghe di testimonianze su orari notturni e straordinari non pagati (leggi qui), sulle riunioni fino all’alba e sui ritmi folli a cui erano sottoposti i collaboratori nonché sull’arroganza del piccolo despota della Fashion Valley luganese. Ne avevamo parlato diffusamente (leggi qui) poco tempo fa in un paio di articoli.”

Insoma, il Plein perde il pelo ma non il vizio. Che vada pure altrove a lavorare nei fine settimana, dispiace solo per quei poveretti che, per tenersi il lavoro, devono sottostare alle regole del liberismo tanto amato da Berlusconi e che di certo nobilitano l’uomo.

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

SOSTIENI GAS NO,GRAZIE!