Quando si dice unione contro natura

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No, nessun rimando a gay, fluidi lesbiche o qualunque altra realtà che ha peraltro tutti i sacrosanti diritti di unirsi. Qui di contro natura c’è solo l’unione tra PLR e PPD per le federali. Un unione che fa strame di valori secolari


Il nodo cruciale in vista dell’ipotesi di congiunzione (più o meno appassionata) tra PLRT e PPD sarà la questione confessionale e il valore dato al principio di laicità. 
Difesa della laicità intesa come espressione dei valori più alti del liberalismo (si pensi all’azione politica di una figura storica quale Libero Olgiati) e valori cristiani e dottrina sociale della Chiesa come riferimento e ispirazione dell’azione politica del partito che, a livello svizzero, ha l’esplicita denominazione di cristiano-democratico. Lo stesso Olgiati, di cui leggiamo una commemorazione sul sito liberale, sanciva i principi basilari del liberalismo:

“l’azione politica deve sempre essere fondata su idee, su valori. L’impegno per promuovere l’aspirazione umana alla libertà e alla democrazia. L’impegno per migliorare le opportunità di vita degli uomini eliminando discriminazioni politiche, economiche e sociali intollerabili. La difesa della laicità, espressione dei valori più alti del liberalismo.”

Chi vuol far credere che sia stata solo una questione di folcloristico anticlericarismo, ormai superata, ignora la Storia e quanto i rispettivi valori di riferimento abbiano determinato le differenti visioni e le conseguenti azioni politiche.

Coniugati in chiave moderna, non mancano temi in cui la discriminante ruota proprio attorno a questi valori: dal concetto di famiglia e quindi dall’impostazione delle relative politiche (sociali, fiscali, di riconoscimento dei diritti),  alla definizione della vita e della legislazione a sua difesa (dal concepimento alla morte, con questioni quali l’interruzione di gravidanza, la procreazione assistita e la ricerca su embrioni, o il fine vita), fino al tema del ruolo dello Stato nell’educazione scolastica. 
Forse una sintesi o una coesistenza di due pensieri così profondamente diversi è possibile. Staremo a vedere.

Di certo non sarà una procedura semplice e banale come qualcuno vorrebbe far credere, speculando sull’anomala fase storica in cui ci si illude che i partiti possano essere semplici contenitori vuoti a fini elettorali. A noi piacerebbe credere che proprio i partiti continuino ad essere un’unione di persone con una comune visione e identità politica, perlomeno su questioni fondamentali della gestione dello Stato e della società.

Ma forse siamo degli ingenui idealisti.

Il PPD ha già dato il suo assenso di moglie promessa, il 1° agosto saranno i liberali a vedere se la dote è sufficiente e se questo matrimonio s’ha da fare, ma supponiamo che il buon Olgiati, nonostante la sua passione nel riunire le due correnti del PLR, se fosse qui, scrollerebbe mestamente la testa.

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