Quel caimano in un lago svizzero

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C’è un lago nel cuore della Svizzera, tra il Canton Argovia e il Canton Lucerna, in cui pare s’aggiri placidamente un alligatore. Il lago è l’Hallwilersee. E la bestia – stando alle segnalazioni di chi lo ha visto con i propri occhi – sarebbe un caimano. Che rispetto a un coccodrillo è un rettile di dimensioni più ridotte. Ma pur sempre uno di quegli animali di fronte ai quali uno sano di mente non tentennerebbe, svignandosela a gambe levate.

Ad aver avvistato per primo l’insolito rettile è stato un pescatore della zona, insospettito da un tonfo seguito da un improvviso starnazzare di anatre. “Quando ho alzato lo sguardo, una delle tre anatre era già nella bocca del coccodrilloHo visto chiaramente la coda quando si è immerso sott’acqua”, ha detto l’uomo alla polizia. Un animale difficile da immaginare mentre nuota a pelo d’acqua, a caccia di anatre nelle Bolle di Magadino. O in un qualsiasi altro specchio d’acqua della Confederazione.

Eppure, dai gamberi killer della Louisiana alle tartarughe dai denti aguzzi, le nostre acque (e non solo quelle) diventano ogni giorno di più la casa di nuove e inaspettate specie animali. Perlopiù esotiche. Come lo sono nel nostro immaginario coccodrilli e caimani. O pantere. E finisce così che ce li si ritrovava a un passo da casa mentre cercano di sopravvivere in un nuovo ambiente. Perché questo fanno gli animali. Sopravvivere.

Talvolta anche alle storture di qualche mentecatto convinto che l’uomo si possa arrogare il diritto di addomesticare la natura. O peggio di prendersene gioco. Di qualcuno che infischiandosene delle leggi importa animali esotici per poi successivamente liberarli in natura. Scambiando un caimano per un souvenir. Senza però rendersi conto dei danni collaterali.

Ora attorno alle rive del lago di Hallwil i bagnanti ci pensano due volte a tuffarsi in acqua, doppiamente se si tratta di mamme con dei bambini piccoli. Eppure questa psicosi estiva, sulla quale i mass media non mancheranno di marciarci ancora per giorni, è francamente ridicola se confrontata al vero problema. Cioè come la Svizzera poco alla volta si stia trasformando in un biotopo più simile a quello di paese tropicale che di un’isola incastonata nelle Alpi.

Perciò la vera curiosità non è quella di un povero caimano affamato che sbuca fuori dal Verbano o dal Ceresio, quanto piuttosto il provare a immaginare quali saranno la natura e le nuove specie che ci faranno compagnia alla fine di questo secolo, quando la temperatura media sarà di due o forse addirittura di cinque gradi più alta. Quando durante la stagione venatoria si potrà finalmente scegliere se andare a caccia di cinghiali oppure, perché no, di alligatori per farne filetti da arrostire alla griglia.

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