Quell’oscuro 5G del desiderio

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Tutti ne parlano, tutti lo vogliono, tutti lo cercano, tutti lo temono…

Lo desideriamo, dobbiamo avere la miglior connessione, più veloce, una connessione continua e duratura, senza interferenze e interruzioni varie. La voglia e la necessità di essere connessi sempre e con tutti, sovrasta ogni cosa e ci rende temerari. Perché dovremmo rinunciare a una connessione stabile, tanto possiamo morire di tant’altro…

Ma cos’è in effetti il 5G? Perché ci attira e poi c’inalberiamo così tanto quando ce lo posano sopra le teste? Non è forse altro che la nostra proiezione erotica di quel nostro oggetto del desiderio sempre ricercato e mai trovato? Il famigerato punto G. È quello che tutti credono trattarsi di un orgasmo multiplo, tutt’a un tratto, dopo anni di ricerche, lo ritroviamo appeso sui tetti, ritto e maestoso: il meraviglioso 5G. Ed eccoci sbalestrati, di nuovo, siamo usciti indenni da un ‘68, dalla rivoluzione femminista, da una ricerca estenuante finita nel nulla e tutt’a un tratto, ecco che ne troviamo cinque in un sol botto.

È comprensibile che il maschio si trovi disorientato, anche un po’ frustrato, sicuramente poco appagato, ma neanche la psicosessuologia e la nuova psicanalisi riusciranno a darci una risposta in merito. Ehi, svegliamoci! La realtà si prospetta essere ben altra cosa che godimento puro. Ma addentriamoci in questo meraviglioso mondo incantato del 5G. Nell’ambito della telefonia mobile, con il termine 5G (acronimo di 5th generation), si indicano le tecnologie e gli standard di quinta generazione, che permettono prestazioni e velocità superiori a quelli di quarta generazione che le ha precedute. Leggiamo su Wikipedia.

E fin qui ci siamo!

“In Italia la posa di antenne 5G è priva di studi preliminari sugli effetti socio-sanitari per la popolazione irradiata da inesplorate radiofrequenze a microonde millimetriche e nelle smart city la fase sperimentale è partita senza il preventivo parere sanitario obbligatorio.” Preambolo estratto da uno studio del gruppo di ricercatori sugli effetti ambientali che si riscontrano in alcuni tumori. E da noi? Organismi consultivi come il comitato scientifico sui rischi ambientali ed emergenti (lo SCHEER) della comunità europea, afferma che: “Il 5G lascia aperta la possibilità di conseguenze biologiche”.

A questo punto ancora ci chiediamo: Il 5G fa male? il 5G è pericoloso? In presenza di antenne 5G, dove vi è un’elevata concentrazione di onde elettromagnetiche, l’incidenza di alcuni tipi di tumore è maggiore rispetto ad altri luoghi? I problemi cerebrali sono più frequenti in presenza di pali dell’alta tensione o antenne di trasmissione? Ma chi l’ha detto? Ma che confusione abbiamo nella testa? Sarà già l’effetto devastante delle onde elettromagnetiche?

Ma va, che noi ci preoccupiamo, come dice Stefano Santinelli il nuovo presidente della direzione di Swisscom: “Il 5G ci porterà un’autostrada di dati”. E sputiamoci sopra!

E la vita, la vita e la vita l’è bela, l’è bela, basta avere un’antenna, un’antenna che ti copre la testa… Sembra un’onda di festa…

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