Robbiani, contestualizza, please!

Il Governo risponde a Robbiani sulla verifica di geografia considerata “propaganda immigrazionista”. Ed è l’ennesimo due di picche per il granconsigliere leghista

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Ricordate la verifica di geografia di cui avevamo parlato tempo fa, quella che conteneva la domanda “Abbiamo visto in classe che gli stranieri sono importanti per la popolazione del Cantone Ticino. Perché?” che secondo il buon Max Robbiani era “poco opportuna e tendenziosa, scorretta e politicamente schierata”, tanto da chiedere al DECS se il docente non stesse facendo “propaganda immigrazionista”? (leggi qui)

Il Governo, nella sua infinita pazienza verso l’ennesima, fantasiosa interrogazione di Robbiani, ha risposto, e come spesso accade, per Nostro Signore delle Interrogazioni è l’ennesimo due di picche. Già si comincia male, perché, a detta del Consiglio di Stato, le domande andavano rivolte a tutto il Governo e non, aggiungiamo noi, tendenziosamente a sua volta, solo al DECS: le basi, proprio. 

Nel merito, e qui la scoppola per il Torquemada del Mendrisiotto è da game-set-match, il Governo rileva che la domanda andava letta nel contesto di tutta la verifica, cosa che Robbiani, ovviamente, si è ben guardato dal fare. Perché per lui, per citare Vasco, le interrogazioni son come i fiori, nascon da sole e sono come i sogni, e a lui non resta che scriverle in fretta perché poi svaniscono e non si ricordano più. È un poeta dell’atto parlamentare, Robbiani, coglie l’ispirazione e va, senza curarsi delle frivolezze, tipo inquadrare le frasi nel loro contesto: roba da profani.

E il contesto, appunto, era una tematizzazione sull’invecchiamento della popolazione e sulla presenza degli stranieri in Ticino, suffragata dai dati Ustat, mica dal Libretto Rosso di Mao: e, come scrive il Governo, “Alla luce dei dati statistici (gli ultimi rilevamenti Ustat indicano un tasso di stranieri residenti permanenti del 27.9 %, riferito al 2017), a cui vanno aggiunte le evidenze storiche ed economiche (sempre i dati Ustat indicano che in Ticino, nel 2017, più di 5 occupati su 10 erano stranieri, un rapporto più alto rispetto a quello nazionale che si attesta a 3 su 10), è francamente difficile non definire come “importante” la presenza di stranieri in Ticino”. Si parlava quindi di “importanza” in senso statistico, e se può essere comprensibile che l’allievo abbia frainteso il termine ed espresso una sua opinione, dato che, come anche il Governo ammette, “l’aggettivo utilizzato può prestarsi a interpretazioni e/o fraintendimenti”, non lo è altrettanto nel caso in cui sia un parlamentare navigato come Robbiani a estrapolare una parte dal contesto.

E la chiosa finale, nei confronti del Vate dell’Atto Parlamentare, è lapidaria: “un giudizio tanto netto e definitivo (…) andrebbe suffragato con argomenti e prove approfondite, come la scuola insegna agli allievi chiedendo di sostenere la propria opinione con dati, letture, approfondimenti e nel rispetto di opinioni diverse dalle proprie”.  Il che, in parole povere suona più o meno come: Robbiani, per favore, prima di farci perdere tempo con interrogazioni ai confini della realtà, informati. Anche perché, ricordiamolo, la vena artistica del Rimbaud del Gran Consiglio la paghiamo noi.

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