Salvini e i soldi dei russi: e Foa?

Lo scandalo sui fondi russi a Salvini non stupisce più di quel tanto. L’idillio tra il ministro dell’Interno italiano, i sovranisti e Putin non è storia di oggi. I media italiani parlano però solo marginalmente del presidente RAI Marcello Foa, ex amministratore delegato del gruppo del Corriere del Ticino e del suo amore per la Russia.

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Non è una novità che Vladimir Putin tenti di destabilizzare l’Europa finanziando e aiutando i partiti nazionalisti. Partiti che hanno a cuore tutto meno che il benessere della propria nazione. Lo diceva già Filippo il Macedone: Divide et impera (dividi e comanda), il modo migliore per un’autorità di acquisire comodamente il potere fomentando discordie e creando divisioni.

È ormai plateale per tutti che un’Europa divisa in Stati isolati sarebbe molto più debole come partner. In Austria, un recente scandalo sempre sui finanziamenti dei russi, aveva portato alle dimissioni del vicecancelliere Heinz-Christian Strache e del capogruppo Johann Gaudenus della FPÖ.

Ma è inutile che riportiamo notizie che i media italiani ci forniscono a bizzeffe, dalle visite al Cremlino del fedele Savoini, all’imbarazzo di Salvini nel rispondere alle domande, al punto di dichiarare di non sapere perché la sede dell’associazione Lombardia-Russia, presieduta proprio da Savoini, risiedesse nel medesimo stabile della Lega milanese. Scrive a tal proposito la testata online Fanpage:

“…Ci sono decine di foto di Savoini al seguito di Salvini, non solo nelle principali uscite pubbliche in Russia. Ci sono interviste e dichiarazioni pubbliche di Savoini nelle quali parla chiaramente “a nome della Lega” e si presenta come fiduciario del ministro dell’Interno. Ci sono documenti che provano la partecipazione di Savoini a meeting di grande rilevanza. C’è una mail che testimonia come l’invito a forum e cena per l’incontro di Roma con Putin sia partito dagli uffici del vicepresidente del consiglio. Ci sono riscontri della sua presenza a incontri riservati, nei quali si sono gettate le basi di quella che lo stesso presidente russo Putin considera un’alleanza politica fra Russia Unita e Lega. Ci sono evidenze del ruolo di “pontiere” del presidente di Lombardia-Russia con gli ambienti produttivi della Russia putiniana. (…)”

Ma arriviamo a Marcello Foa, sicuri che non c’entri nulla? Eppure le sue liaison con la Russia sono reali, durature e addirittura conclamate. Foa è un conoscitore della Russia che frequenta assiduamente, anche professionalmente come inviato, da 30 anni; la lettura sul suo blog dei vari articoli su Putin, Russia e affini dimostra una particolare visione del mondo e l’ammirazione per il leader russo.

Ma non è tutto qui, Marcello Foa è stato membro del comitato scientifico della rivista Logos, il cui direttore era, guarda caso, proprio quel Gianluca Savoini ora sotto i riflettori per i finanziamenti russi alla Lega. Qui sotto l’immagine della locandina di un dibattito con Salvini, Norman Gobbi e Giuseppe Valditara, direttore scientifico di Logos in cui Foa fungeva da moderatore.



Sembra strano che, con queste comuni passioni e affinità, unite alle collaborazioni tra i due a vario titolo, Foa non fosse in un qualche modo coinvolto in queste frequentazioni italo-russe con alla testa Savoini. Ma magari sono solo coincidenze. Racconta lo stesso Foa sul suo blog:

“(…) Riguardo alla Russia le mie idee sono da tempo piuttosto chiare. Premessa: mi sono recato a Mosca regolarmente per 18 anni, dal 1990 al 2008, in qualità di inviato speciale. Ho seguito in prima persona le fasi cruciali di questo Paese, dal crollo dell’Unione Sovietica alla crisi finanziaria della fine degli anni Novanta, dall’ascesa di Putin al periodo di Medvedev, (…)In questi 18 anni non ho mai dovuto coprire una sola crisi internazionale provocata dal Cremlino. (…)” – e ancora-“tutti riconoscono al presidente russo grande sagacia nel calibrare le sue mosse. Eccelle sia nella strategia che nella tattica.”

Queste sono solo alcune frasi, dei numerosissimi articoli filorussi inneggianti a Putin dell’attuale presidente RAI. Scriveva inoltre a luglio L’Espresso, sempre su Foa, in merito a un’inchiesta sui contatti tra Lega, Cinque Stelle e i russi:

“…Sulla sua pagina Facebook, il manager del Corriere del Ticino non manca mai di segnalare anche i suoi interventi da opinionista per Russia Today, la tv via satellite in lingua inglese controllata dal governo di Mosca.”

Il discorso è il solito, a pensar male si fa peccato ma di solito ci si azzecca. Chissà comunque che il futuro non ci riservi delle succose sorprese. Magari anche sul versante finanziario ticinese.

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