Sessista a te e a chi non te lo dice!

Di

L’abbiamo coniata o no questa parola tutta un’esse? E allora sfruttiamola! E facciamolo alla grande, mettendola in ogni dove, in tutti i luoghi e in tutti i laghi. Facciamone il prezzemolo del secondo millennio. Che poi, dai, come diavolo santissimo può essere che di punto in bianco esplodano come mortaretti, ad ogni piè sospinto, casi di sessismo? Come sessismo è possibile?

Si fa presto a dire pirla, ma sessista ancor di più. Ormai la parola è entrata nel nostro gergo colloquiale come il cacio con le pere, la panna sulle fragole o il miele sul collo. Ma dai, che sarà mai una sfioratina o palpatina di chiappe, una toccatina involontaria, una manina morta o quantomeno in coma o una guardatina di troppo. Ammettiamolo, dai, non sei un sessista, sei solo un maschio frustrato e un po’ depresso, al punto che nemmeno ti si può chiamare porco! Ecco perché, dai, mi sembrerebbe un tantinello esagerato darti del sessista.

Che poi qui noi confederati viviamo tutti in armonia, le donne lavorano forse qualcosina di più dei loro colleghi e guadagnano forse qualcosina di meno, ma perché hanno voglia di farlo, fanno bambini per contribuire ad incrementare l’aumento demografico, anelano il travaglio e si sono specializzate nella respirazione durante le spinte per sport, sgobbano a casa perché è così che le loro madri hanno insegnato loro e si fanno sempre trovare belle pronte e truccate di tutto punto sia a casa che al lavoro. Perché a noi piace così!

E anche se ci facciamo un mazzo tanto, riusciamo sempre a trovare la composizione floreale appropriata per i nostri maritini che alla sera rientrano a casa, con noi felici e contente che siamo lì a preparare la cena. Queste sì che son soddisfazioni. Lo facciamo volentieri e mai vorremmo sovvertire i ruoli per nessuna ragione al mondo. Non sai quanto ci piace svegliarci di soprassalto nel cuore della notte perché il pargolo urla come un ossesso, arrivare al mattino sulla poltrona e ringraziare la mamma diurna che arriva e ci permette di partire per andare a svagarci al lavoro.

Ma dai, il sessismo è un’invenzione di certe invasate! Delle solite femministe di sicuro frigide. Non diamo loro troppa importanza sennò poi finisce che siamo noi ad avere una percezione distorta delle cose. Noi donne dobbiamo fare ciò che lui ci ordina perché senza di lui saremmo perse. Abbiamo bisogno di lui, altrimenti ci abbandona, non ci assume, non ci dà la parte e non ci promuove. Capito? E diamogli sto contentino! Non vedi quante responsabilità gli toccano, povera stella!

Mi spiace tanto, uomo, che tu abbia paura di noi che non siamo altro che la materializzazione di una costola di Adamo, che ti abbiamo tentato con una mela, la servetta di un Dio minore che si ostina a non seguire i tuoi ordini e allora tu ti vedi costretto ad assumere certi atteggiamenti a volte anche sgradevoli. Tu guarda, tocca e permettiti pure.

Siamo cresciute con il “fai questo, evita quello, quest’altro a piccole dosi, la camicetta allacciata, i pantaloni larghini, le maglie oversize, perché altrimenti ti guardano, altrimenti parlano, altrimenti chissà cosa pensano, altrimenti poi li hai provocati, altrimenti chissà…” Ma basta! Ti veniamo forse a dire che ti si vede il pacco? Ci dà forse fastidio? Ne facciamo una tragedia? Una questione sessista? No, portiamo pazienza e sopportiamo in silenzio. Questo almeno finché non ci sia qualcuna di noi che si alza e inizia a urlare a squarciagola a ognuno di voi quel che si merita: “sessista, sessista, sessista!” Ecco. Perdonala, perché sa benissimo quello che fa.

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