Sotto il vestito niente

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Diverse cose accomunano il ministro dell’Interno italiano Matteo Salvini e il Consigliere nazionale Lorenzo Quadri. Entrambi sono campioni di assenteismo, entrambi non hanno lavorato un’ora in vita loro e hanno vissuto praticamente sempre di soldi pubblici, entrambi non hanno nessun interesse a fare politica sul serio o a trovare soluzioni, ma solo a sollevare polveroni di cui poi si dicono i risolutori.

Salvini però è un vero professionista della nullafacenza, al punto da fare sembrare il nostro Lorenzo un dilettante. Pochi giorni fa, il ministro dell’interno, quelo dei bracci di ferro con le navi per non fare sbarcare i migranti, ha disertato il vertice di Parigi che cercava, appunto, di risolvere in qualche modo la questione. Ha preferito una bella ospitatona da Barbara D’Urso, finita lì e tanti bacioni a tutti. Il resto dell’Europa è rimasta col naso in mezzo alla faccia a chiedersi perché il ministro che sbraita sempre di migranti e che chiede la solidarietà dell’Europa, non c’è mai quando si parla di loro.

Domanda, quanti di voi sono così fessi ancora da pensare che Salvini voglia risolvere davvero in qualche modo il problema? No, lui come Quadri vive del problema, si inventa il problema, lui è il problema. E pilota orde di seguaci senza il minimo discernimento, che si bevono tutto quello che dice.

Un esempio emblematico è quello di Moscopoli, sui fondi russi alla Lega. Degli analisti hanno notato che lo stesso giorno in cui si sono svelate le registrazioni, è partito il circo sui fatti di Bibbiano, e sugli affidamenti coatti di bambini. Perché ritirare fuori una storia vecchia di venti giorni che nel tempo si è anche molto ridimensionata?

Perché distoglie l’attenzione della gente da Moscopoli, che da allora è andata in secondo piano. Ma non solo, ci si è anche accorti che a ogni rivelazione aggiuntiva, sui social, c’era una recrudescenza del caso Bibbiano, una specie di risposta riscontrabile proprio nei grafici. La Bestia, la struttura comunicativa di Salvini usa una questione fortemente emotiva, manco a dirlo con di mezzo dei bambini, per distogliere l’opinione pubblica dal caso moscopoli.

Salvini se ne fotte, non risponde al parlamento, non va alle riunioni al parlamento europeo, (anche da parlamentare, come Quadri, era tra i più assenteisti) Salvini risponde solo a quelli che si beccano le sue comparsate in stile Grande Fratello dalla D’Urso. Un ministro da gossip, convinto che la politica sia solo il corollario a un culto della personalità. E forse ha ragione perché, come per Quadri, quando si chiede cosa ha fatto, ci si becca solo silenzio o insulti. Mai una risposta, mai delle idee, mai delle considerazioni sul lavoro svolto.

Solo il culto idiota di una persona di cui sappiamo poco o niente, di cui ci fidiamo a occhi chiusi senza nemmeno sapere cosa fa. Chi segue Salvini e Quadri può farlo, ma che cerchi almeno una volta di argomentare, perché questi “dialoghi” in stile “viva Quadri” o “Viva Salvini” senza nessun argomento a sostegno, sinceramente cominciano a stufare oltre che far capire ciò che si cerca di nascondere sbraitando e andando dalla D’Urso. Sotto il vestito non c’è proprio niente, ma niente di niente.

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