Wicht, la faccia come il…

Di

Omar Wicht ha fin troppa visibilità per il ruolo che riveste. Consigliere comunale per la Lega a Lugano, imperversa dal web o in articoli sul compiacente portale Ticinonews. A volte riesce però a superare se stesso, soprattutto quando condanna la violenza.

Questa volta, in un pezzo su Ticinonews dal suo pulpito Wicht ci consegna le sue riflessioni – di cui sentivamo tanto la mancanza – in merito al pestaggio del carnevale di Giumaglio in cui un diciassettenne è stato picchiato a sangue da un branco d’imbecilli. Conoscendo il personaggio, Omar fa quasi tenerezza. Perché o sta mentendo, e allora è un farabutto, o ci crede veramente, e allora ha una mentalità distorta da troppi anni di militanza leghista. Noi, sicuri che Wicht sia in realtà una bella persona, propendiamo sicuramente per la seconda. Ma che cosa scrive Wicht? Estrapoliamo alcuni brani salienti:

“L’episodio è stato molto grave, picchiare una persona, sopratutto in branco non è prima di tutto leale, dopodichè lo sappiamo tutti che la violenza fisica e non, non è di certo una bella cosa.

Purtroppo la società nella quale viviamo, è bombardata giornalmente da fatti e violenze di tutti i tipi. Diciamo che la violenza è parte integrata e ben consolidata della nostra società. Il bullismo, il mobbing, la violenza verbale, la violenza mediatica, la violenza nelle vicende politiche, diciamo che la troviamo un pò ovunque.

La violenza la troviamo spesso e volentieri, nelleconomie domestiche, nelle persone ubriache o drogate che maltrattano il partner, o non aiutano i figli nella fase della crescita. E purtroppo, ovviamente può sfociare come al carnevale estivo, anche fisicamente, ed avere conseguenza gravi.”

Verissimo e condivisibile, come pensiero, (la grammatica un po’ meno), bravo-bravino. Poi Omar prosegue con la richiesta alle autorità di una maggiore prevenzione, soprattutto tra i giovani. Insomma, questo accorato grido di indignazione sembra scaturire dal cuore, un cuore che però spesso non batte proprio in questa direzione, anzi. Vogliamo ricordare chi è Omar Wicht?

La cronaca ci aiuta: Omar Wicht è quello che riteneva “la sana risposta di una sana società” i volantini filonazisti in cui si minacciava il rapper Bello Figo. (leggi qui)

Omar Wicht è quello già condannato per violenza e minacce all’autorità. (leggi qui)

Omar Wicht è un capo ultrà del Lugano che inneggiava a “scontri a mani nude”, con simpatie di estrema destra, ma questo non è reato. Siamo certi che in curva Wicht dia corsi di prevenzione ai giovani su come evitare le risse.

Omar Wicht è quello che postava video in cui diceva che gli stranieri andavano eliminati.

Omar Wicht è famoso per le sue sparate sui social, frasi che non sgorgano proprio da un cuore ferito per la recrudescenza della violenza:

“… grazie alla libera circolazione! Vi auguro di mai incontrarvi Zingari o vi prendo a catenate nei denti.”

“…i sassi non tirateli dal cavalcavia, tirateli alla polizia.”

BASTA FRONTALIERI, UNICO VERO DANNO E DISTRUZIONE, TORNATEVENE A CASA VOSTRA!”

“Chi li assume è un perdente di principio (…) quel che concerne loro non mi riguarda (…) e chi li assume avrà la sua punizione.”

“Fosse per me costruirei un muro a Como e uno a Varese, li lascerei vivere e lavorare nella loro terra.”

Ora, dopo queste serene considerazioni, ci domandiamo davvero se Wicht ci è o ci fa. È come se uno che fino a ieri mangiava costate alla fiorentina oggi piangesse per i poveri manzi assassinati. Sembra, insomma, di assistere a un’altra di quelle belle capriole a cui ci ha abituati la Lega. Ma magari siamo noi incattiviti, magari Omar è davvero stato folgorato sulla via di Damasco e la sua verve aggressiva – e invero poco educativa per i giovani – ha finalmente preso una nuova direzione, quella dell’amore, della fratellanza, della pace e della condivisione.

Certo, e a noi da oggi crescono rapanelli sotto le ascelle.

Ti potrebbero interessare:

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

SOSTIENI GAS NO,GRAZIE!