Avrei voluto una volta nella vita sentire

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Avrei voluto una volta nella vita sentire un discorso del primo d’agosto che fosse vero. Che parlasse dei valori e non facesse politica. Sicuramente ne sono stati pronunciati in questi 721 (728 mi dicono, la matematica ènon è il mio forte) anni, ma non mi è mai capitato di sentirne.Beh, me lo scrivo da solo.
Auguri, Confederazione. Auguri a uno stato diverso. A uno stato che della diversità, di lingua, cultura, religione e persino di ideali, è riuscito a fare un elemento di coesione nazionale.Auguri a tutti gli svizzeri, che nel corso dei secoli, con risorse, mezzi e popolazione ridotti, e nonostante le loro diversità, hanno saputo resistere a pressioni esterne fortissime.Auguri ragionevolezza e buonsenso. Perché per quanto possa essere critico verso il paese in cui vivo, uno migliore in questo senso non mi viene in mente.Auguri democrazia diretta. Non sai quante volte mi hai fatto incazzare, ma sei alla base di un sistema che vorrei per il mondo.Auguri al pragmatismo; che qualche volta può essere pure cinismo, ma ci sta.Auguri all’istruzione, alla cultura. Auguri alle regole, anche se non tutte mi piacciono.E auguri al Consiglio degli stati, dove Uri conta come Zurigo.Auguri al federalismo, alle realtà regionali, alla difesa delle minoranze. Auguri cioccolata, formaggio, mucche e orologi. Auguri precisone e operosità. Auguri al senso della socialità tedesco e all’inventiva latina.Ma soprattutto auguri alla capacità tutta elvetica di trovare soluzioni, prendendosi anche il tempo, magari. Ma sta cosa di eleggere governi con rappresentanti di partiti apparentemente inconciliabili e dire “mò son cazzi vostri: mettetevi d’accordo”, io la trovo bellissima. Rovescia le responsabilità: son loro che devono far del loro meglio.Auguri a quello stato in cui -almeno per ora- vincere le elezioni è ancora meno importante di fare del proprio meglio per il proprio paese.Auguri, e onore, a chi il sistema svizzero l’ha pensato.Auguri Conciliazione

Gino Ceschina

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