Boris e Cadregopoli

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Hanno passato gli ultimi venticinque anni a piazzare sederi dove appena si poteva intravedere anche solo l’angolino di uno sgabello. Hanno sbeffeggiato il “partitume storico”, senza rendersi conto che si stavano amalgamando perfettamente al sistema.

Oggi Boris Bignasca si “ribella” e scrive ai compagni di bevute che così non va, che la Lega si è snaturata, che pensa solo alle cadreghe.

Boris, figlio di cotanto padre, amatissimo leader e ideologo della Lega (il padre, non lui), affida ai social il suo disagio:

“…La Lega delle cadreghe, la Lega che segue sempre il Governo e che non cambia mai la marcia. La Lega che non rischia, che non butta il cuore oltre l’ostacolo. La Lega che non scende più in piazza a raccogliere le firme. La Lega che non blocca i ristorni. La Lega che alza tasse e balzelli. La Lega che non combatte la burocrazia. La Lega che non lotta abbastanza contro i cassamalatari.

E in aggiunta a tutto ciò, anziché parlare dei temi che interessano alla gente – il lavoro, le tasse, la troppa burocrazia, eccetera – si sprecano carta e inchiostro per una “campagna elettorale” personale in vista del rinnovo dei CdA pubblici. Ed è solo l’ultimo esempio negativo di ciò che non dovrebbe fare la Lega…

Ad aprile gli elettori ci hanno mandato un segnale chiarissimo: in un solo colpo abbiamo perso quattro deputati. Non capire che occorre un forte cambiamento nella linea politica, e una discontinuità su alcune nomine, significa solo continuare a pensare al proprio orticello personale e di “partito”, invece che al bene del Cantone e della sua gente. Io mi ribello a questo declino del Movimento fondato da mio padre!”

Brutta storia quella di Cadregopoli. La dirigenza leghista in effetti non è rimasta indietro e ha piazzato allegramente, ovunque poteva, avidi sederi che si adattassero come cirripedi allo scoglio, nei posti dei CdA pubblici e parapubblici. Peccato che anche Boris non sia proprio immacolato e libero da interessi particolari, il figliuol prodigo infatti milita in numerose strutture pubbliche e private dove può gestire soldi e potere:

A & G Bignasca – Lugano (Socio) 
Essa Servizi SA – Lugano – Consiglio di amministrazione (membro) 
Fondazione G. Bignasca – Lugano – Consiglio di amministrazione (Presidente) 
Imm. Tabro SA – Lugano – Consiglio di amministrazione (membro) 
Imm. Urissa – Lugano – Consiglio di amministrazione (membro) 
IXIA SA – Lugano – Consiglio di amministrazione (membro) 
Killifin SA – Lugano – Consiglio di amministrazione (membro) 
Monboglia SA – Lugano – Consiglio di amministrazione (membro) 
Pavimenti, Rivestimenti & Soffitti SA – Lugano – Consiglio di amministrazione (membro) 
Rotostampa Ticino SA – Lugano (Amministratore unico) 
Movimento Giovani Leghisti (Presidente) 
Consiglio comunale – Lugano (Capogruppo Lega) 
CPA Costruzioni Pavimentazioni Asfalti SA – Consiglio di amministrazione (membro) 
Fondazione Cardiocentro Ticino – Consiglio di fondazione (membro)

Questa è la lista degli interessi di chi è in Gran Consiglio, dati liberi che chiunque può procurarsi con un click. È bello vedere che un giovane come il Bignaschino abbia tanta voglia di lavorare presenziando in una quindicina di consigli di amministrazione o gruppi politici.

Alla fine tutta questa storia, per tempismo e indignazione, arriva un po’ a fagiolo. La Lega che non riesce a fare parlare di sé ha bisogno di polarizzare e di attrarre voti, che c’è di meglio che inventarsi una specie di faida interna, così da raggranellare voti che si sono dispersi nelle ubertose lande ticinesi?

Il declino leghista è cominciato alle scorse cantonali, illudersi che la Lega si sgretoli in pochi anni è assurdo. I segnali però ci sono, dall’imborghesimento di chi detiene il vero potere, alle cassette del Mattino che sempre più spesso si trovano piene. E non basta il grido accorato, e pure poco carismatico del terzo Bignasca in ordine di importanza per riportare la Lega ai vigorosi fasti di pochi anni fa.

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