Claudia Durastanti, un’autrice che va conosciuta

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E’ stata la vera sorpresa all’ultimo premio Strega, concorso letterario al quale è stata presentata da Furio Colombo (non proprio un Pinco Pallino, ammettiamolo). Sarà una delle ospiti più importanti e interessanti di Babel, il festival di letteratura e traduzione che avrà luogo a Bellinzona dal 12 al 15 settembre prossimi. Si chiama Claudia Durastanti, è nata a Brooklyn nel 1984 e vanta diverse pubblicazioni: quattro romanzi e parecchie traduzioni. 

Con il suo ultimo libro, quello poi presentato allo Strega, non ha avuto timori nel presentarsi con un titolo assai impegnativo: «La straniera», e qui alzi la mano chi in libreria davanti a questo requisito di copertina non ha pensato ad Albert Camus. La scelta della casa editrice però non è stata un gesto di gratuita sfida al grande autore francese, a lettura terminata la decisione si rivela essere come l’unica possibile perché in questo romanzo che è autobiografia romanzata, memoir, addirittura saggio, il tema dell’essere straniero si sviluppa su molti piani. 

Il piano dello spostamento perpetuo o se si preferisce del mai trovare terra ferma: dalla Basilicata agli Stati Uniti, poi ritorno in Basilicata, e a Roma, a Londra (ai tempi della Brexit), questo l’itinerario della migrazione continua di questo romanzo. Poi il piano dell’«estraneità» fisica, cioè quello del dover vivere con due genitori fisicamente «diversi»: sordi, sottoproletari e non privi di una originale follia. «La straniera» è anche un’epopea familiare, con momenti di formazione davvero intensi. 

Strutturato come un oroscopo, con una titolatura dei capitoli così definita (Famiglia, Viaggi, Salute, Lavoro & Denaro, Amore, Di che segno sei), il romanzo ha una potenza inusuale. A livello di contenuti infatti tutti gli argomenti citati vengono trattati con sensibile profondità. Citiamone due a mo’ di esempio.

La disabilità ? «i disabili sono una maggioranza nascosta, quasi tutti con il tempo perderemo un super potere, che sia la vista, un braccio o la memoria». 

La povertà? … «non è solo una condizione sociale, è una malattia che inferisce sul piano biologico, condiziona il corpo in un modo che neanche una futura ricchezza sa come rimediare». 

Come dire? Tanta e tanta roba. Anche se la forza prorompente di «La straniera» sta nella sua forma, nella scrittura. Capace di trasformare in personaggio (quasi principale) l’udito, pronta ad evitare che il lettore finisca nello scontato e bugiardo ruolo del giudicante (tanto in voga sui social). Al contrario si prova un quasi felice stupore nell’osservare le peripezie indomite di questi genitori che nulla si negano pur di raggiungere quel successo tanto sognato. Sesso, consumi, comodità, vendetta: loro si credono pronti a qualsiasi sfida, lasciamo al lettore vedere come va a finire. 

Un dato a chi scrive risulta certo: «La straniera» non è solo un romanzo bello, per diversi aspetti risulta persino essere necessario. E sarà un vero piacere conoscere a Babel quest’autrice che reputiamo sul trampolino di lancio. Perché a questa età riuscire a scrivere simili pagine … . 

«La straniera»,  2019, di Claudia Durastanti , ed. La Nave di Teseo, pag 283,  Euro 18,00.  

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