Cos’è l’Hajj, il pellegrinaggio sacro dell’Islam

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Venerdì 9 agosto è iniziato l’Hajj, l’annuale pellegrinaggio islamico alla città santa La Mecca in Arabia Saudita. Anche in questa occasione si prevede la partecipazione di più di due milioni di musulmani. La data dell’inizio e della fine del pellegrinaggio viene stabilita dalle autorità religiose saudite sulla base dei cicli lunari. Infatti nel calendario islamico, l’Hajj comincia l’ottavo giorno del mese lunare Dhu al-Hijja, l’ultimo dell’anno islamico, per terminare il tredicesimo giorno del mese. Lo stesso pellegrinaggio compiuto in altri mesi dell’anno prende il nome di Umra.

Il terzo giorno dell’Hajj, i pellegrini celebrano la festa del sacrificio, la festa religiosa più importante e sentita dell’Islam in cui si ricorda il sacrificio di un montone da parte di Abramo, che sarebbe stato disposto a sacrificare suo figlio prima che l’angelo inviato da Dio lo fermasse. Per i fedeli musulmani, l’Hajj è il quinto dei cinque pilastri dell’Islam e ha lo scopo di purificare i fedeli dal peccato ma anche di avvicinarli a Dio. Chiunque ha la possibilità economica e le capacità fisiche di farlo è tenuto a compiere questo pellegrinaggio almeno una volta nella vita.

Nel corso del rito dell’Hajj, letteralmente il giro antiorario intorno alla Kàba (cubo), che è situata al centro della grande sacra moschea della Mecca, i pellegrini si fermano brevemente e baciano la pietra nera. Tutto questo ovviamente calca permettendo. La pietra è una roccia nera, probabilmente un frammento di meteorite, grande quasi come un pallone da calcio e incastonata nella Kàba. Il gesto di venerarla e di baciarla è esattamente ciò che fece il profeta Maometto quand’era ancora in vita.

Stando alle fonti d’informazione saudite, il governatore della Mecca, il principe Khali Al Faisal, ha affermato che sono 330’000 le persone a cui quest’anno è stato negato l’ingresso nella città santa per mancanza di permessi. Almeno 5’000 sono i visti dei pellegrini provenienti dall’Africa che sono stati annullati a causa dell’epidemia di Ebola in atto nella Repubblica Democratica del Congo.

Nel 2015 tantissimi fedeli, circa 2’200, sono rimasti schiacciati e uccisi nella peggiore calca che si sia mai verificata in occasione dell’Hajj. Inoltre, a causa della crescente tensione nel Golfo Persico e nella regione mediorientale per lo scontro economico, politico e religioso in atto fra l’Arabia Saudita e l’Iran, e per scongiurare incidenti e attacchi terroristici, sono stati mobilitati oltre 350’000 uomini in vari settori, dalla polizia, all’esercito fino ai reparti medico-sanitari. Per un Hajj che sarà non solo il massimo evento religioso dell’anno ma anche carico di sfumature più squisitamente politiche.

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