La cacca sul treno

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Certe cose fanno arrabbiare, tanto. Soprattutto perché si ripete il solito teatrino idiota dei giudici da computer casalingo, nascosti dietro ai loro ordinatori, mentre la luce dello schermo tinge d’azzurro i loro volti arcigni. 

Fanno arrabbiare perché la storia della madre che ha cambiato il pannolino in treno è diventata non solo uno stupido problema svizzero, ma ha costretto una povera donna con una bambina di due mesi gravemente malata a giustificarsi.

È disgustoso. A volte viene davvero da dire basta. Perché i social possono essere rifugio per alcuni, ma permettono di scaricare immani valanghe di cacca, molto più mefitiche rispetto a quelle di una minuscola neonata. 

È ignobile che una donna che cambia il pannolino a sua figlia sia subissata da migliaia di post e giudizi. Leggiamo da TIO:

“A spiegare le precise circostanze che hanno portato a qual cambio così discusso, è però la madre stessa, la zurighese Yvonne W.*. «Non avrei mai pensato che avrei provocato questo scandalo», spiega a 20 Minuten. «La mia bambina di due mesi è nata con una malattia rara. Quel giorno eravamo andate a Berna per una lunga visita specialistica all’ospedale pediatrico. Dopo quella giornata eravamo completamente esauste», aggiunge.

Risalite sul treno, con di fronte tre ore di viaggio, madre e figlia hanno dovuto attendere in piedi che un posto si liberasse, prima di potersi rilassare qualche minuto. Solo il gesto gentile di una viaggiatrice, ha permesso che la mamma e la sua piccola potessero sedersi. «A quel punto mi sono resa conto che il pannolino era sporco – racconta -. Tuttavia ho aspettato che il treno si svuotasse un po’. Ho provato a non dare fastidio agli altri viaggiatori».”

Ripetete la frase, scanditela: “ho provato a non dare fastidio agli altri viaggiatori” .Ma porca di quella miseria, ma quante cacche abbiamo cambiato noi? Io ho avuto tre figli. Ho passato quasi un decennio a pulire cacche, vomiti, a disinfettare ferite, a coccolare i dolori. Quando mio padre è diventato troppo anziano, a volte ho pulito anche lui, era dovere, non me ne vergogno. Fa parte della vita. La cacca è vita. Da quando siamo diventati così finetti da non sapere stare zitti per un odoraccio? Da quando dobbiamo tirare in piedi un tendone da circo per fare sentire una madre una colpevole solo perché fa una delle cose più naturali del mondo?

Da quando una donna che fa quello che è giusto per la sua bambina deve finire sotto le lame del sarcasmo e delle battute? Oltretutto chi parla lo fa a vanvera senza senza sapere nulla, come sempre, della situazione. L’importante è sparare a zero, sghignazzare e dire “che puzza!”. 

Una cosa dico alla gente che ha preso in giro questa donna. Un giorno qualcuno dovrà pulire la vostra cacca, e magari l’odore avrà sentore di rabbia e cattiveria, ma qualcuno di pietoso o anche solo qualcuno pagato per farlo se ne occuperà.

Non disprezzate la cacca, fa parte della nostra vita, fa letame, e dal letame, come ci insegna Fabrizio, nascono i fior. A me dà fastidio la puzza? Certo, ma viene prima il diritto di una madre di ripulire la sua bimba del mio stupido fastidio. E se ci mettessimo in saccoccia ogni tanto i nostri fastidi, pensando più agli altri e meno a noi, la vita sarebbe molto meno piena di merda. Perché quella dei bimbi è cacca, certe storie sono invece solo merda.

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