La pernice e il seggio di Regazzi

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In una lettera aperta pubblicata sui giornali Massimo Mobiglia, presidente del WWF Ticino, si prodiga a difesa della pernice bianca minacciata dalla caccia, stigmatizzando con toni fermi l’atteggiamento insostenibile e irresponsabile dei cacciatori e le posizioni prese al riguardo dal loro presidente Fabio Regazzi.

Possiamo perfettamente capire le rimostranze di Mobiglia e del WWF a difesa di un uccello sempre più raro e che rappresenta, insieme alla lepre alpina, un simbolo delle nostre Alpi. La pernice è in pericolo ma Regazzi e i cacciatori non se ne danno per intesi e Mobiglia sembra bello incazzato:

“…Le reazioni stizzite e veementi del presidente Fabio Regazzi e di altri membri della FCTI, sembrano del tutto fuori luogo, in primis perché la difficile situazione della Pernice Bianca è sotto gli occhi di tutti, in secondo luogo perché l’accusa nei confronti del Direttore del Dipartimento di aver preso la decisione senza aver prima consultato la FCTI suona grottesca. Per la cronaca, neppure le Associazioni di tutela della natura sono state consultate. Una cosa è però certa, questa prassi contrasta con decenni di intrallazzi tra FCTI e i precedenti direttori del Dipartimento del Territorio che concordavano il regolamento sulla caccia alle spalle delle Associazioni di tutela della natura prima ancora di arrivare in Commissione consultiva….”

Mobiglia però è anche il fondatore e presidente della sezione ticinese dei Verdi Liberali, formazione politica che ha deciso di congiungere la lista alle prossime elezioni federali con i partiti di centro-destra, con lo scopo dichiarato di contribuire a salvare il secondo seggio PPD in Consiglio Nazionale. Proprio il seggio occupato da Fabio Regazzi, tanto crudele con gli uccelli quanto insensibile alle istanze di protezione dell’ambiente.
La dimostrazione, in fondo, come se ce ne fosse bisogno, che ambiente e destra non solo non vanno d’accordo, ma hanno interessi completamente antitetici, cosa che i Verdi Liberali sanno benissimo. 

Oggi siamo di fronte a scelte epocali, che riguardano non solo un uccelletto alpino, ma tutto il pianeta. È il momento di scelte drastiche, non di cerchiobottismi. E aiutare a eleggere Regazzi è un autogol per qualsiasi formazione si ritenga anche soltanto verde pallido.

Auguriamo a Mobiglia che a vincere alle federali sia l’area progressista, eleggendo magari una vera Verde, che si occuperà certamente della sua pernice meglio di quanto lo farebbe Regazzi.

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