Le critiche dell’UNHCR all’Italia

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L’ufficio dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) ha espresso forte preoccupazione per l’inasprimento delle pene voluto dall’attuale governo, poco prima che entrasse in una fase di crisi, riguardo all’ingresso non autorizzato in acque territoriali e nei porti italiani di navi private con migranti o comunque persone non autorizzate a bordo.

Il Senato della vicina Repubblica, dopo la Camera dei Deputati, ha infatti approvato il decreto sicurezza Bis, fortemente voluto da Matteo Salvini e dalla Lega, con 160 voti favorevoli, 57 contrari e 21 astenuti. Votazione che era anche collegata alla fiducia al governo e che ha premiato la linea dura portata avanti in questi mesi dal Ministro degli Interni, nonché leader del Carroccio.

Il documento approvato ha quindi ottenuto lo status di legge anche per quanto riguarda l’immigrazione clandestina, includendo il divieto di entrare in acque italiane per le navi delle ONG che soccorrono i migranti. Secondo gli emendamenti approvati, le multe per le navi private che soccorrono le persone non rispettando il divieto d’ingresso, sono salatissime. Vanno dai 150’000 euro fino ad arrivare a un milione di euro per il capitano della nave, con tanto di confisca delle imbarcazioni per chi viola la disposizione. Inoltre il Ministro degli Interni è autorizzato a vietare l’ingresso nel porto di una nave per motivi di sicurezza.

L’UNHCR è preoccupato per il fatto che l’imposizione di sanzioni finanziarie e di altro tipo ai capitani delle navi possa di fatto complicare, ostacolare o impedire le operazioni di salvataggio in mare in un momento in cui gli Stati europei si sono ritirati in gran parte dagli sforzi fin qui fatti nel recupero e nel salvataggio di migranti nelle acque del Mediterraneo.

Il portavoce dell’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, Charlie Yaxley, ha attirato l’attenzione sul “ruolo delle organizzazioni non governative nel salvare la vita di rifugiati e migranti” nel tentativo di raggiungere l’Europa via mare, ribadendo che tali attività non devono essere criminalizzate o disturbate proprio per l’importanza del ruolo che rivestono nell’impedire che il Mediterraneo continui a essere un lugubre cimitero.

L’UNHCR invita gli Stati interessati a concordare norme che permettano lo sbarco sicuro dei migranti nei porti. A questo proposito, Yaxley ha tenuto a ricordare le discussioni tenute a Parigi il 22 luglio scorso alla presenza dei rappresentanti di tutti i Paesi dell’UE su questo argomento. “Questi negoziati sono stati incoraggianti e dovrebbero continuare nell’interesse di tutti”, ha concluso. Ecco perché la legge approvata in Italia poco prima che il governo cadesse non è di nessun aiuto nella gestione del fenomeno migratorio di migliaia di disperati che ogni giorno decidono di rischiare la vita attraversando il Mediterraneo

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