Le vacanze nostrane dei presidenti

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Nelle ultime settimane, complici le ferie agostane, abbiamo assistito, sui social, all’esposizione delle nostre vacanze come trofei di caccia. Legioni di ticinesi, dalle Maldive ai monti di Comino, si sono scartavetrati a vicenda, facendo a gara a chi era il più fortunato.

A restare più amareggiati in fondo, quei poveri bischeri che (ed è capitato anche a me negli anni passati) per motivi finanziari, familiari, lavorativi o contingenti, non si sono potuti muovere da casa. A costoro rimane un po’ la rabbia di vedere tanta colorata umanità che posta su Facebook o Instagram le vacanze in Norvegia a vedere i beluga o anche solo al Papeete Beach a farsi i selfie con Salvini.

Si consolino quelli che non hanno potuto partire, ricordandosi che c’è chi è costretto da questioni di immagine e politica ad andare in vacanza rigorosamente solo nel suo bel Ticino. O perlomeno a costoro non è dato di gioire e suscitare invidia altrui con immagini esterofile di spiagge bianche o città ridondanti di colori. Parlo dei presidenti di partito.

Il presidente di partito, che sia PPD, liberale, socialista o UDC, posta rigorosamente solo foto nostrane, trasudanti tradizione e svizzeritudine, vediamo così il buon Igor Righini del PS che fa venire l’acquolina in bocca ai suoi followers postando continuamente foto di cestelli pieni di porcini e gallinacci o mentre beato campeggia di fronte a cortei di contadini muniti di campanacci. Oppure Piero Marchesi dell’UDC che esprime la sua consueta rabbia nei confronti della libera circolazione (ma si riposa mai?), in un video con lo zaino in spalla e un sfondo di larici. Ci si domanda se gli è venuta così mentre camminava e in una pausa tra un ansito e l’altro si è messo a registrare, o se l’aveva preparata e aveva l’auto a venti metri sulla strada e poi è tornato a casa.

Nessun dubbio su Fiorenzo Dadò del PPD, il cui amore per le sue montagne è secondo solo alla fede imperitura nel partito. Dadò se non posta foto da almeno 3’000 metri con l’amico casaro mentre munge un becco (che le capre sono buoni tutti) non è contento.

Lorenzo Quadri non è un presidente, ma siccome l’Attilio sembra un po’ assente ultimamente, non possiamo esimerci dal parlarne. Quadri nemmeno lui sfugge al trend, oddio, continua imperterrito con il suo rosario anti immigrati, anti UE, anti P$, anti buonisti, anti giudici, antitutto insomma, ma riesce comunque a cambiare la copertina di Facebook con sfondo alpino ed enorme croce di legno che campeggia in primo piano, a ricordare fieramente le sue radici svizzere e cristiane.

Bixio Caprara non saprei, non sono riuscito a trovare niente, certo parte già avvantaggiato, visto l’affetto imperituro dei ticinesi per il frugale e spartano ungulato da cui prende il nome.

I Verdi hanno troppi co-presidenti e gruppi operativi per citarli, siamo però certi che visti i valori in cui credono, vacanze nostrane, prive di plastiche e a emissioni zero, siano praticamente la regola. D’altronde, Samantha Bourgoin, una delle due co-cordinatrici insieme a Matteo Buzzi, era ex direttrice del progetto del parco del Locarnese, non ci stupirebbe incontrarla tra Onsernone e Centovalli mentre cura la zampetta a un capriolino ferito.

E Massimiliano Ay? Il segretario del Partito Comunista? Lui è astutissimo, ci manda gli altri. Infatti, le vacanze estive della delegazione comunista ticinese (senza Ay) si srotolano dalla Turchia alla Corea del Nord passando per la Cina. Una coerenza impressionante che ci lascia basiti. Tutto si può dire dei comunisti ma non che siano dei fannulloni, anche la vacanza è motivo di studio, scambi politici internazionali e congressi di partito.

Tutto bello e giusto eh? Eppure a noi rimane un po’ la nostalgia di Marina Masoni, già consigliera di Stato, che andava a fare le vacanze a Bora Bora, in Polinesia, alla facciaccia nostra. Vero che non esistevano ancora i social e i pettegolezzi rimanevano nei bar e nei circoli di sinistra. Oggi la Marina, se fosse ancora in politica, si farebbe fotografare anche lei mentre fa il fieno nelle Centovalli o mentre presiede una gara di bellezza di brune alpine in Toggenburgo.

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