L’uomo che si scordava di ieri

Il mondo è pieno di storie assurde e belle. Storie che fanno salire il calore nel petto perché quando le leggi sei fiero di appartenere al genere umano. Questa è la piccola storia di Earl e del suo barbiere Marlo.

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Spesso sono storie minuscole e senza pretese, che scopriamo come i funghi, spostando delicatamente le foglie. Sono racconti di vita e di amore, senza voler essere stucchevoli, perché è difficile definire altrimenti la storia piccola, umile e al contempo sfolgorante del signor Earl di Memphis, Tennessee e del suo barbiere dal nome che si arrotola sula lingua come un muffin ai mirtilli, Marlo Matthews.

Il signor Earl ha una malattia particolare, che gli fa perdere ogni giorno la memoria del giorno precedente. Insomma, Earl vive sempre nello stesso giorno, si ricorda il passato più lontano, si ricorda le abitudini ma non quello che è successo ieri.

Marlo gli taglia i capelli da anni e ogni settimana, puntuale come un orologio, Earl si reca dal barbiere.

A pagare non è Earl, ma suo fratello, che ogni mese passa da Marlo e anticipa il costo dei tagli. C’è solo un problema, piccolo e grande. Il fratello di Earl è morto da 5 anni e lui non lo sa.

Ogni settimana il rituale si ripete. Earl chiede:

“è passato mio fratello a pagare per i capelli?”

E Marlo risponde:

“certo, signore, non si preoccupi, il debito è già stato pagato”.

Ma sono cinque anni che il fratello di Earl non paga più nulla. Marlo taglia i capelli a Earl con affetto, sapendo che la sua giornata di piccole abitudini domani sarà cancellata, e che la prossima volta Earl chiederà ancora del fratello, con la certezza che è passato a pagare e che si occupa di lui.

Perché certe cose sono meglio dei soldi e perché Marlo non vuole ricordare ogni volta all’uomo dalla memoria di un giorno che suo fratello è morto.

E allora il rituale continua, da anni, con Earl che chiede se il debito è pagato e Marlo che lo rassicura. Marlo racconta:

“…So che il fratello di Earl è in paradiso e ci guarda da lassù, questo è un pagamento sufficiente.”

Io non credo in Dio, ma penso che cose meravigliose possono succedere qui sulla terra anche senza Dei. Perché a volte gli uomini possono superare se stessi e diventare custodi di pensieri e azioni che, quelle si, si avvicinano al divino.

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