Quando un libro cambia la realtà: «Cristo si è fermato a Eboli»

Di

I mesi estivi inducono alla rilettura. Testi mai dimenticati eppure ancora in grado di incuriosire perché, si sa, quando si legge … scappa sempre qualcosa. A volte anche un piccolo dettaglio in grado di fornire una luce nuova, a volte un personaggio dapprima ritenuto marginale ma poi, con il passare degli anni (o decenni), eccolo a primeggiare, altro che essere ombra.

La rilettura è una pratica che, veda il lettore se giustamente, di solito viene applicata sui capolavori. I testi sacri, quelli in grado di trafiggere tempi e mode. Poi però può anche succedere che ti ritrovi a vivere nella vita reale un’esperienza che «chiama» obbligatoriamente un certo titolo. E allora, proprio per assaporare e capire meglio il tutto, vai a rileggerti quel romanzo. A chi scrive è accaduto in queste settimane con la visita ad un Comune che tutti assoceranno automaticamente ad un titolo: il paese è Matera ed il romanzo-testimonianza, (ma va detto?), è «Cristo si è fermato a Eboli». Scritto nel 1945 da Carlo Levi, narra di una dura esperienza autobiografica dell’autore confinato dal regime fascista per due anni … fuori dal mondo (appunto: Cristo, e con lui la linea ferroviaria, e la … civiltà intera, tutto si è fermato nel paese vicino, a Eboli). In questo soggiorno obbligato il pittore e medico Levi scopre i Sassi di Matera ed è un’esperienza sconvolgente. Quanto si dipana davanti ai suoi occhi è un qualcosa che oltrepassa ogni più truce pessimismo: «Dentro quei buchi neri dalle pareti di terra vedevo i letti, le misere suppellettili, i cenci stesi. Sul pavimento erano sdraiati i cani, le pecore, le capre, i maiali. Ogni famiglia ha in genere una sola di quelle grotte per abitazione e ci dormono tutti insieme, uomini, donne, bambini, bestie… . Di bambini ce n’era un’infinità… nudi o coperti di stracci. Ho visto dei bambini seduti sull’uscio delle case, nella sporcizia, al sole che scottava, con gli occhi semichiusi e le palpebre rosse e gonfie. Era il tracoma. Sapevo che ce n’era quaggiù: ma vederlo così nel sudiciume e nella miseria è un’altra cosa… E le mosche si posavano sugli occhi e quelli pareva che non le sentissero… coi visini grinzosi come dei vecchi e scheletrici per la fame: i capelli pieni di pidocchi e di croste… Le donne magre con dei lattanti denutriti e sporchi attaccati a dei seni vizzi… sembrava di essere in mezzo ad una città colpita dalla peste…”.

È la scoperta di una colpa originaria, di un peccato primordiale mai assunto. Né risolto. La parola di Levi è potente e non lascia indifferenti. E qui, forse per la prima volta, accade una sorta di miracolo: grazie a «Cristo si è fermato a Eboli» Matera diventa argomento politico, problema reale che va risolto, perché non può più essere nascosto. «Una vergogna!», denuncia il capo dell’opposizione Palmiro Togliatti nel 1948, ed in risposta il premier, Alcide De Gasperi, promulga nel 1952 la legge speciale per lo sfollamento dei Sassi. La rivalorizzazione, pur con i suoi intoppi, si fa costante e quella che era una vergogna si trasforma in patrimonio Unesco (1993) e Capitale europea della Cultura (proprio quest’anno). Un riconoscimento assolutamente meritato (qualche osservatore dotato di fiuto ha addirittura paragonato i Sassi lucani a … Venezia!) e che non ha scatenato obiezioni. Perché prima o poi questo magnifico paese va visitato. E il merito va ascritto ad un libro, anzi: ad un romanzo. Nemmeno firmato da uno scrittore, bensi da un medico che si dilettava nella pittura. E come abbiamo letto in uno striscione esposto in una piazzetta a Matera: «Da una situazione in cui nulla può accadere /tutto di colpo diventa possibile».

«Cristo si è fermato a Eboli», 1945, di Carlo Levi , ed. Einaudi, ultima ristampa: 2014, pag 272, Euro 12,00.

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

SOSTIENI GAS NO,GRAZIE!