Quel fungo della discordia

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Il clima caldo, umido, e non particolarmente ventilato di questo periodo è il clima ideale. Se poi ci aggiungiamo pure un qualche acquazzone ecco che abbiamo gli ingredienti perfetti per un’annata come quella in corso, un’annata che si preannuncia da record per la raccolta dei funghi. Anche nella Svizzera italiana, dove si è ormai entrati nel vivo di quello che è considerato un po’ come una sorta di rito collettivo delle comunità montane che vivono affacciate sui boschi, un rito celebrato perfino sui social da centinaia di post, video e foto che mostrano trofei e bottini di ogni sorta.

Finferli, mazze di tamburo, russule e naturalmente il re, sua maestà il porcino. Ma non tutti i funghi son porcini. Cioè non tutto quel che luccica è oro. Soprattutto quando attorno al fungo e alla sua cappella si alimentano da secoli regionalismi, faide e odi quasi atavici. Accade in Svizzera, tra Grigioni e Ticino, o tra confederati e le nazioni a noi confinanti. Ma non mancano neppure i casi eclatanti come quelli che, per esempio, fanno notizia sui tabloid austriaci dove, con una certa regolarità, ci si occupa della piaga dei raccoglitori semi-professionisti italiani dediti al contrabbando di funghi che, soprattutto in questo periodo, visitano in massa i boschi tirolesi.

Un fenomeno che è addirittura stato soprannominato la “mafia dei funghi”. Ed è solo di un paio di giorni fa la notizia che a Pfunds, in Tirolo, una coppia di turisti italiani, 56 anni lui e 46 lei, è stata pizzicata dalle autorità austriache con ben 42 chili di porcini e finferli, custoditi in un frigo-box nascosto nel bagagliaio della loro auto. Difficile se non impossibile credere al fatto che si trattasse di un quantitativo ad esclusivo “uso personale”. A maggior ragione considerando che il limite giornaliero di raccolta è di 2 kg a persona (in Ticino i chili sono 3).

Insomma, in giro non ci sono solo trafficanti di uomini che non curanti delle leggi sfidano le autorità attraversando i confini nazionali, no. Mai come in questa stagione spuntano e imperversano anche i trafficanti di funghi. E 42 chili, pur essendo un malloppo ragguardevole, è di 20 chili inferiore a quello confiscato appena una settimana prima, quando la polizia tirolese aveva colto in flagranza di reato tre italiani con ben 62 chili di porcini. Ovviamente, per lanciarsi in un qualsiasi tipo di traffico e quindi anche di record, c’è innanzitutto bisogno di una frontiera. Ecco così che quelli dei trofei e dei bottini da esibire ai vicini di casa o agli amici di Facebook, in confronto, risultano solo dei teneri dilettanti.

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