Si può vivere senza cellulare

Pubblicità

Di

Per gli allievi poschiavini, niente telefonini a scuola, una misura che fa fare salti di gioia a genitori che, ormai da anni, sono incapaci di arginare la tossicodipendenza digitale dei figli. 

Un problema non solo grigionese ma globale, e la scuola sempre più sotto pressione cerca sia di eliminare in qualche modo la dipendenza compulsiva da telefonino, sia di migliorare la concentrazione degli allievi. Divieto del telefonino in aula (e ci mancherebbe), ma anche nei dintorni della scuola, un divieto equivalente a quello del fumo.

Le regole sono semplici. Niente telefonino dall’inizio delle lezioni a fine giornata su tutto il sedime scolastico, ai contravventori verrà sequestrato il telefonino per tre giorni.

Secondo una recente ricerca americana, guidata dalla professoressa Jean M. Twenge dell’Università di San Diego, i giovani di oggi, a causa anche dei dispositivi mobili, passano meno tempo con gli amici, sono più depressi e soli e sono più a rischio di suicidio. 

In un’intervista alla rivista The Atlantic, la professoressa Twenge racconta: 

“L’arrivo dello smartphone ha radicalmente cambiato ogni aspetto della vita degli adolescenti, dalla natura delle loro interazioni sociali alla loro salute mentale.

Questi cambiamenti hanno colpito i giovani in ogni angolo della nazione e in ogni tipo di famiglia. Le tendenze sono le stesse tra ragazzi poveri e ricchi; di ogni etnia; nelle città, nei sobborghi e nei piccoli paesi. 

Lo scopo dello studio generazionale non è quello di cedere alla nostalgia per il passato; ma capire la realtà di oggi.”

Abbiamo chiesto un commento a Giorgio Fonio (PPD) e Henrik Bang (PS) promotori di un’analoga proposta nelle scuole ticinesi.

Giorgio Fonio:

La decisione presa a Poschiavo va nella direzione di quanto proposto in Ticino da Henrik Bang, Maristella Polli e dal sottoscritto. Una proposta sensata e ragionevole fatta nel solo interesse dei ragazzi. I primi riscontri da Poschiavo sembrano confermare le nostre indicazioni: un maggior numero di allievi ha lasciato a casa lo smartphone e i genitori sembrano apprezzare questa nuova misura. Speriamo quindi che il Gran Consiglio sappia trovare la giusta soluzione non bocciando quanto da noi proposto.

Henrik Bang: 

Lo scorso weekend con le famiglie di un gruppo di amici abbiamo trascorso un weekend in montagna con notte in capanna. I 14 figli al nostro seguito hanno dovuto sopravvivere per quasi 48 ore senza Wi-Fi e alla fine hanno socializzato, giocato in riva ad un laghetto alpino e cotto il Bratwürst sul fuoco con il bastone da loro preparato. Sarebbe andata così se ci fosse stata rete? Penso proprio di NO. Lo smartphone è come una droga per i nostri figli ma mi sto accorgendo che quando non c’è riescono pure ad essere più felici ed intraprendenti, pertanto non posso che accogliere con gioia la notizia di Poschiavo. Noi la nostra battaglia a livello ticinese la continuiamo.

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

NO,GRAZIE!