Tuto e l’arrampicata sui cedri

Tuto Rossi non si smentisce e spara l’ennesima pagliacciata. Anche lui si vuole dare una spolverata di verde e denuncia l’abbattimento di un cedro, avvenuto…un anno fa.

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Tuto Rossi non è nuovo a notizie raffazzonate o a messaggi social che poi si rivelano infondati, ricordiamo solo il suo esilarante post sull’inaugurazione della stazione di Bellinzona, andata deserta secondo lui, senza rendersi conto che aveva sbagliato giorno. (leggi qui)

Se quello è stato un errore di disattenzione, seppur ridicolo, quello di qualche giorno fa è invece un post scientemente costruito, in un goffo tentativo di darsi una patina verde per le elezioni federali. Fermo restando che gli UDC stanno al verde come il sale alle lumache, Rossi si lancia novello paladino contro l’abbattimento di un cedro secolare. Naturalmente accusando il municipio in toto (escluso il municipale leghista che doveva probabilmente essere alla toilette in quel momento), di comportamento criminale.

Peccato che l’abbattimento sia avvenuto un anno fa ed è stato già denunciato da Ronnie David dei Verdi. A prescindere dal cedro, ( l’abbattimento di un albero secolare dispiace a tutti), siamo di fronte a un patetico tentativo di cavalcare l’indignazione popolare per la proposta municipale di tagliare i tigli nella parte superiore di Viale Stazione. Rossi, barando e sapendo di barare, si accoda furbetto ai 6500 cittadini che hanno firmato la petizione per salvare gli alberi. Scrive la Regione Ticino:

“ (…)Pubblicata la foto, scattata la polemica. In centinaia hanno espresso il loro disappunto dando per scontato che si trattasse di un evento recente, citando peraltro le più fantasiose motivazioni possibili (prima fra tutte il taglio necessario per non intralciare le frequenze 5G). Manca però un riferimento temporale e geografico alla fotografia che, grazie a una breve ricerca online, risulta essere apparsa già oltre un anno su un sito di informazione e su quello dei Verdi Ticino. Sono stati infatti proprio i Verdi di Bellinzona a interpellare il Municipio lo scorso anno sull'”ecatombe di alberature” in vari punti della vecchia Bellinzona e in particolare nel quartiere San Giovanni. È infatti proprio qui che è stata scattata l’immagine pubblicata sabato da Tuto Rossi e in particolare nel giardino di Villa Antognini.

Nella risposta data a metà aprile 2018 all’interrogazione dei Verdi, il Municipio spiegava che il taglio di tre alberi secolari all’interno di questo sedime era stato richiesto dai suoi proprietari per motivi di sicurezza “sulla base di una perizia eseguita da un riconosciuto specialista nella cura degli alberi, a cui si rivolge puntualmente anche la Città di Bellinzona, il quale ne attestava la pericolosità”. Alla luce di questo la richiesta è stata approvata dal Municipio a febbraio 2017 (durante la scorsa legislatura dunque), anche in considerazione della presenza di un parco giochi molto frequentato nelle vicinanze. I singoli alberi, viene precisato, non erano protetti, ma il terreno fa parte di una zona di pianificazione. La condizione posta dalla Città era l’obbligo di sostituire gli alberi abbattuti con tre nuovi ad alto fusto di una specie pregiata autoctona. Richiesta impugnata però dai proprietari al Consiglio di Stato e in seguito al Tribunale cantonale amministrativo che non aveva concesso l’effetto sospensivo al taglio della pianta. (…)”

In seguito alle polemiche, a chi gli faceva notare che il post era scorretto, il patetico Tuto ha risposto:

“Il post è corretto, a meno che mi dici che i cedri centenari di Villa Antognini non sono mai stati tagliati.”

Un’arrampicata sui…cedri più che sui vetri. Certo, anche nell’Ottocento i ticinesi hanno depauperato le foreste ma per fortuna non ci sono foto dell’epoca, sennò Tuto avrebbe postato pure quelle, strillando al disboscamento selvaggio e dando la colpa a Stefano Franscini.

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