Un ticinese racconta il Brasile

Pubblicità

Di

Abbiamo chiesto a un ticinese che ha vissuto 4 anni in Brasile, Boris Cavadini, di provare a spiegarci e a raccontarci come mai i brasiliani hanno votato un personaggio come Bolsonaro e come vengono vissute le devastazioni amazzoniche.

Un punto di vista privilegiato per cercare di capire meglio una situazione che a molti di noi sembra incomprensibile. Un osservatorio su un’area del Paese, l’Amazzonia, che ricopre più del 40% del Brasile e detiene il 10% della biodiversità del pianeta.

GAS: Boris, vivi da anni in Brasile, come ti trovi?

Intanto grazie per lo spazio che mi date con questa intervista. Ho vissuto 4 anni in Brasile, nello Stato di Rio de Janeiro di dove è originaria mia moglie Tania. Dei brasiliani porterò sempre nel cuore molto più le lezioni di vita avute dai più deboli e messi ai margini della società e meno da altre persone “erudite”, con tutte le debite eccezioni, sia chiaro. Per farmi capire meglio, voglio ricordare un episodio molto significativo. Tempo fa, stavo aspettando il taxi che mi portava all’aeroporto per tornare in patria a trovare la famiglia. Stavo nel cortiletto recintato del mio condominio in attesa, quando fuori dalle inferiate passa un ragazzo che stimo abbia avuto non più di 20 anni. Vestito letteralmente di stracci, dall’aria denutrita che passando di lì con un pezzo di pane e una bottiglia di aranciata che qualcuno deve avergli offerto poco prima (poco distante si trova un supermercato), mi vede, mi fa un sorriso da far scomparire il sole e mi dice: “Senhor lhe desejo a melhor viagem do mundo!” Signore, le auguro il miglior viaggio del mondo!

Non è stato l’unico. Dona Wanda è stata un’altra senzatetto che ai suoi 80 anni se ne stava fuori sotto il sole cocente per chiedere l’elemosina. Non aveva più un solo dente in bocca, eppure il suo sguardo e il suo sorriso sapevano farmi ritrovare il mio in un nanosecondo. Ed anche Junior, 22 anni, che dai suoi 8 vive sui marciapiedi. La prima volta che mi ha chiesto un aiuto voleva comperarsi una scopa per pulire “casa sua”, ossia l’angolo dove viveva col suo cane Pô, perché gli spazzini comunali non “puliscono mai casa mia e mi insultano”! Questi sono i brasiliani che mi hanno segnato a vita.

G: Bolsonaro è oggettivamente un farabutto, uno che fa sembrare Trump la fatina dei denti, chi lo ha votato e perché?

Difficile essere breve , per prima cosa va fatta una premessa. Ignácio Lula da Silva è stato il primo ed unico presidente che ha tolto il Brasile dalla triste lista dei Paesi nei quali si muore di fame. Con la sua politica di suddivisione delle risorse, ha portato un Brasile per oltre metà ancora analfabeta ad essere una delle 5 potenze mondiali che formano il cosiddetto BRICS. Ha permesso un’istruzione a tutti, anche alle fasce più povere nelle favelas, ha creato il concetto di Bolsa Família, ossia quella che da noi sarebbe definita come assistenza sociale che si limita a garantire un minimo esistenziale per non morire di fame, una sanità gratuita (di cui ho usufruito pure io come diabetico) che, anche se funziona a singhiozzi, comunque c’è e garantisce una serie di medicamenti salva vita GRATIS per tutti ogni mese!

C’è molto altro che è stato fatto da Lula. Lula venne invitato da Bush figlio, poiché questi credeva di poterlo manipolare a suo piacimento. Ho presenziato personalmente a uno degli ultimi comizi di Lula nel quartiere della Lapa a Rio de Janeiro e l’ho sentito di persona raccontare questo fatto accadutogli. È importante conoscerlo perché è la chiave di volta per comprendere tutto ciò che è accaduto poi.

Arrivato a Camp David dove si teneva il summit BRICS, Bush lo chiama in disparte e gli chiede se poteva contare sull’appoggio dell’esercito brasiliano per la sua prossima campagna di “peacekeeping” in Iraq, Lula lo guarda diretto negli occhi e gli chiede se si renda conto di con chi stia parlando, visto che Bush non si era presentato né pareva conoscere le sue idee politiche. Ovviamente Lula gli disse che i brasiliani erano amici di tutti a differenza dei nordamericani e che non vedeva nessuna ragione per mandare dei giovani brasiliani a morire lontano da casa per gli interessi delle lobbies nordamericane. Bush incassò il primo colpo con aria stizzita e poi chiese a Lula se fosse possibile comprare del petrolio brasiliano (le riserve brasiliane sono conosciute col nome portoghese di pre-sal) a “prezzo di favore” ossia praticamente gratis! Anche lì Lula fu chiaro: “Signor Bush, il petrolio c’è per chiunque lo voglia comperare al prezzo giusto. La Petrobras è fatta di tante persone, ciascuna con una famiglia da mantenere, che quando comprano prodotti USA non godono di nessun prezzo di favore. Mi spiega perché dovrei fare io dei favoritismi a lei?” Sottolineo la frase perché, per chi vuol capire, è la chiave per comprendere ciò che racconterò ora.

La legge brasiliana dice che dopo 2 mandati, occorre lasciare il posto ad un successore tramite altre elezioni. Così avvenne e dopo Lula fu eletta Dilma Roussef. Da precisare che la corruzione in Brasile è sempre esistita, è peggiorata sotto la dittatura militare ed è continuata e continua ancora oggi. Bush esce di scena ed entrano in scena altri presidenti. Di sicuro però l’interesse dell’establishment USA è quello di mantenersi ben ancorato alle tecnologie basate sul petrolio. Così non fosse, in Iraq e altri luoghi regnerebbe la pace e non la guerra.

Una metà dei brasiliani o forse anche di più è appena alfabetizzata. Non c’è stato il tempo materiale per fare in modo che istruzione e cultura vere soppiantassero le credenze popolari e la vergogna evangelica che, visto il diritto di decima sancito per legge, ha tutto l’interesse di mantenere le genti il più ignoranti e manipolabili possibile. In questo modo si ha già un bacino di voti (in Brasile è obbligatorio votare) manipolabili a piacere secondo direttive dall’alto, e con alto non intendo certo Dio!

Inizia un nuovo rigurgito liberista fascista a livello mondiale. A governare gli Stati Uniti viene eletto un sociopatico convinto che siano solo pochi “eletti” a doversi spartire la torta e che questa torta sia troppo piccola. In Brasile i ruralistas, (latifondisti, grossi coltivatori di OGM, commercianti di legnami pregiati) in combutta coi garimpeiros (minatori), decidono di destituire la presidente democraticamente eletta accampando scuse ridicole su sistemi corruttivi da loro stessi creati e perpetrati per decenni. Dovessimo fare una lista di corrotti del PT, il partito di Lula e una congiunta di BMDB, PSDB, PSL (partito di Bolsonaro) e di altri di centrodestra ancora, non basterebbero 10 volumi dell’enciclopedia britannica per contenerli tutti, mentre la lista del PT si esaurirebbe dopo 4 pagine al massimo.

Che fare per accaparrarsi il potere e spartirsi l’enorme torta tra loro? Semplice! Si contatta la RedeGlobo (una sorta di Mediaset alla decima potenza per potere e numeri), la si foraggia ben bene, per manipolare e condurre una campagna d’odio mediatico, che punti a far apparire il PT unico capro espiatorio delle porcherie commesse per la maggior parte da altri!

Si alimentano schemi corruttivi (casi Odebrecht – lava jato, caixa um e caixa dois). Si arriva così, dopo un anno di bugie e vagonate di fango gratuite, a creare una falsa coscienza tra la gente che si beve ogni frescaccia.

Si arriva così all’impeachment di Dilma Roussef. Viene destituita e messo al potere un delinquente corrotto come Michel Temer che, dietro le quinte, trama perché le prossime elezioni siano vinte da uno degli uomini più stupidi ed ignoranti che l’intera storia umana ci ha consegnato: Jair Bolsonaro. Temer, dopo nemmeno 10 giorni dal suo insediamento, chiama la società mantello che gestisce le compagnie di petrolieri e gli cede a prezzo più che di favore una quota pari al 10% di pré-sal! Ohibò, chi l’avrebbe mai detto! Temer viene poi chiamato a rispondere di crimini di corruzione, peculato, associazione a delinquere e ancora altri capi di imputazione per ben 4 volte, la terza volta è stato trovato un appartamento di 3 stanze pieno zeppo di scatoloni e valige ricolme di banconote da 100 Reais, frutto di mazzette varie, riconducibili a lui con tanto di documenti, foto, video e registrazioni telefoniche. Il Supremo Tribunale Federale, unico organo a poter decidere la revoca dell’immunità parlamentare, per 4 volte gli salverà il deretano.

Intanto continua la gogna mediatica, Lula viene condannato semplicemente perché sarebbe stato rieleggibile e quasi sicuramente se non fosse stato infangato e messo in galera avrebbe vinto di nuovo le elezioni, ossia proprio ciò che non doveva accadere in nessun modo. La bancada evangelica, ossia gli emissari delle ricchissime chiese evangeliche brasiliane che siedono in senato e parlamento, danno il loro appoggio incondizionato a Bolsonaro, evangelico pure lui. Intanto la macchina delle menzogne e del fango continua senza sosta e alla fine del secondo turno, per il rotto della cuffia viene eletto Bolsonaro.

G: Eletto Bolsonaro, com’è cambiato il Brasile sotto la sua egida?

È nettamente peggiorato. Violenza e crimini di ogni tipo ogni giorno. Sono stati tolti importanti fondi alle scuole e alle università, nelle quali è poi stato proibito l’insegnamento di sociologia e filosofia, ree, secondo Bolsonaro, di sfornare pericolosi comunisti; è stato tolto parecchio al bilancio della sicurezza pubblica per stornarlo ai militari; i prezzi al dettaglio sono aumentati, è aumentata la disoccupazione, i tagli alla spesa sanitaria, alla bolsa familia, ora anche al sistema unico di salute col taglio di medicamenti salvavita. In contropartita c’è appoggio incondizionato ai ruralistas che di fatto hanno carta bianca e massacrano gli indios da oltre un anno. La gente ha paura e in molti luoghi (Rio de Janeiro ad esempio), hai la certezza di uscire di casa ma non più quella di tornarci incolume…

G: Gli attuali disastri che stanno di struggendo l’Amazzonia, gli incendi dolosi, da chi sono provocati?

L’Amazzonia è una regione immensa che non appartiene al Brasile solamente, Bolivia, Perù e Colombia ne condividono delle parti. Va detto fuori dai denti che laggiù questa è la stagione secca e va da sé che una parte di questi incendi accade per autocombustione. Viste le dimensioni in gioco, potremmo dire che fino ad una decina di focolai diversi potrebbero essere “fisiologici” ossia riconducibili appunto a fenomeni di autocombustione, ma ora stiamo parlando di oltre un centinaio di focolai in posti diversi, per la maggior parte su territorio brasiliano ed in punti non distanti da presenze umane. Se una decina di fuochi potremmo considerarli un caso, cento non lo sono più di certo.

Certi terreiros e in minima parte anche indigeni, usano il fuoco come fertilizzante, in quanto ci sono specie vegetali che rinascono più robuste dopo il fuoco, ma è una parte infinitesimale in rapporto alla vastità del territorio e della biodiversità del luogo. La realtà è che una vegetazione tanto fitta e densa genera costi elevati se la si vuole dissodare per uso agricolo o per scopi minerari.

G: E il governo? È davvero completamente sordo alle istanze ambientali? L’opinione pubblica europea è molto preoccupata per le emissioni di CO2 e per la distruzione della foresta. Come vivono i Brasiliani tutto questo?

Molti brasiliani che hanno votato Bolsonaro, hanno capito ben presto la fesseria commessa, altri ci hanno messo un po’ di più ma pare che ogni giorno che passa, è sempre più evidente l’assoluta incapacità di Bolsonaro nell’affrontare anche il più semplice dei problemi. Proprio ieri discutevo con mia moglie, purtroppo ancora residente in quell’inferno, e mi diceva che diverse fazioni in parlamento e senato si stanno rivoltando. Circola voce che si stia di già creando una procedura d’impeachment per destituirlo, pare, ad opera degli stessi militari, stufi di parargli il culo e di dover spiegare le gaffes quotidiane di Bostanaro, come viene chiamato da molti. In portoghese bosta significa merda.

G: Il Brasile accusa in qualche modo le pressioni internazionali?

Purtroppo molti brasiliani si sentono umiliati dalla becera “politica” di un mentecatto che si sta facendo deridere dal mondo intero. Ci sono una metà di brasiliani che con questo pagliaccio nulla hanno a che vedere, non ne condividono i modi, la politica e i fini.

G: Ci sono speranze a breve di un cambiamento di rotta?

Circolano voci su una presunta procedura di impeachment a carico di Bolsonaro per manifesta incapacità di governare. Per ora sono solo voci, nulla di più. Certo è che di gente già stufa marcia di questo pagliaccio ce n’è sempre di più

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

NO,GRAZIE!