Chiesa: con l’UDC fa la figura da beota

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Dubitiamo che l’elettore medio leghista-UDC faccia salti di gioia, dopo aver visto questo filmato promozionale democentrista, che fa passare Marco Chiesa e i ticinesi per inaffidabili mangiatori di pizza dediti alla bella vita del playboy.

Perché è proprio quello che succede, in questo gustoso filmino pubblicitario per le elezioni nazionali. Se sopravvivete al soporifero discorso del vecchio tribuno Christoph Blocher, che qui fa il capo carbonaro, potrete vedere Marco Chiesa incarnare i peggiori stereotipi sui ticinesi-italici.

Nella pregevole pellicola, della durata di 10 minuti buoni, si dipana una spy story, con una congrega UDCina che tenta di sventare i diabolici piani dei sinistri (i vermi che mangiano la mela-Svizzera) che vogliono fregare il popolo con gli accordi quadro targati UE. Il titolo del film è Wahlkampf (propaganda, o campagna elettorale), con una pericolosa assonanza, di certo casuale con Mein Kampf, il libro-manifesto di Adolf Hitler. Se voleva essere buffo non fa ridere, nemmeno se vediamo Blocher infilare il piede in un secchio di letame o Chiesa fare la figura del ticinesotto balengo.

Nella trama, i vari capoccioni UDC, chiamati all’ordine da Blocher, si trovano in un garage discosto, con tanto di segnale segreto per entrare dalla porta. Ultimo ad arrivare, che gironzola come un ciondolone che bigia la scuola, Marco Chiesa.

“Per prima cosa abbiamo bisogno di qualcuno che custodisca questo piano. Chi potrebbe essere?”

Recita con l’espressività di un armadillo imbalsamato il tribuno zurighese. Subito dopo, appare Marco Chiesa mentre beve un espresso, con pantaloni bianchi e occhiali da Top Gun a specchio, vestito come un playboy. Dal balcone una bella biondina lo saluta e gli offre una…3…2…1…pizza.

Bravi.

Marco Chiesa, che dovrebbe andare alla riunione con gli altri gaglioffi, ci pensa un attimo e poi senza remore si lancia verso la bionda e la pizza, sia mai che un ticinese faccia qualcosa di serio quando può cazzeggiare. La scena riprende dal garage fumoso, uno dei gregari di Blocher, come se avesse visto la scena dice:

“No, per questo incarico un ticinese non va”.

E certo, perché i ticinesi mica sono affidabili, mangiano pizza, bevono caffé e corrono dietro alla prima gnocchetta che passa. Simpaticoni ma mica gente seria. Nel vociferare dei congiurati, si rincara la dose:

Qualcuno di cui ci possiamo fidare. Uno che non chiacchera in giro.”

Giuro. Potete vederlo al minuto 8.06, vi risparmio gli altri 10 minuti di boiate. Questa è la pietra tombale su Chiesa e i ticinesi: pizzaioli, bevitori di caffè, playboy della mutua, inaffidabili e chiacchieroni. Mancano il mandolino e le zoccolette, e tutti gli stereotipi deficienti che gli svizzeri tedeschi (quelli truzzi) hanno nei confronti della Svizzera Italiana ci sono tutti.

Ci sfugge sinceramente il piacere masochistico con cui Chiesa fa la figura dell’imbecille di fronte agli altri cantoni e alla dirigenza dell’UDC. Di sicuro c’è un recondito piano che ci sfugge, o forse a Zurigo sono convinti che i ticinesi si divertano a farsi dipingere come dei pittoreschi cretini integrali.

Accettiamolo, Chiesa è per i colleghi di oltralpe un perfetto esempio di cincali.

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