Cieco per colpa delle patatine

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Una volta si diceva che a masturbarsi si diventava ciechi. Un astuto escamotage di radice cattolica, per impedire a giovani esuberanti di smaneggiarsi in spregio alla religione e ai comandamenti.

La notizia di questi giorni riguarda un ragazzo inglese, il cui caso clinico è citato sulla rivista Annals of Internal Medicine dai medici del Bristol Eye Hospital. Un paziente diventato praticamente cieco non per pratiche onanistiche, ma per non avere ascoltato i consigli del suo medico riguardo all’alimantezione. Niente verdura o frutta, solo patatine fritte e sporadicamente pane bianco e insaccati. Anni di cibo spazzatura e carenze vitaminiche hanno portato il giovane a perdere la vista, una follia di questa sociertà ormai dedita, come in una follia pseudoreligiosa, al culto del junk food.

Lasciamo perdere le considerazioni su dei genitori che, dalle elementari fino ai sedici anni, hanno permesso al ragazzo di mangiare solo porcherie. La tragedia del troppo cibo e pure malsano è una stortura proprio di questi anni, dove i poveri, una volta magri perché non mangiavano oggi sono grassi perché mangiano troppo e male per pochi soldi, cibi preconfezionati, pieni di grassi saturi, sale e zuccheri.

Un recente studio francese, anche se non riesce a creare una correlazione precisa con tutti i prodotti definiti “superelaborati”, ovvero già elaborati per l’alimentazione immediata, ha però rilevato un tasso di mortalità precoce tra i mangiatori di junk food.

Ma soprattutto, come già dicevamo, il junk food demarca una linea ben chiara tra poveri e ricchi. Il cibo spazzatura non è consumato solo da fumatori ed obesi, ma soprattutto da persone con un basso livello culturale. Persone che sono più preda delle “porcherie” perché spesso non hanno i mezzi per difendersi ed informarsi meglio sui danni alla salute.

La trappola è semplice, questi cibi sono a basso prezzo, pieni di zuccheri e grassi che creano dipendenza, sono di facile fruizione o preparazione e con date di scadenza lunghe.

Oddio, non è che ora rischiamo di diventare tutti ciechi o menomati, ma delle regole di ferro sono sempre valide, oltre che semplicissime: tanta frutta e verdura, meglio se di stagione, evitare cibi già preparati, si possono fare piatti semplici e gustosi senza troppo lavoro. Ritrovare l’amore per il cibo sano, sia tradizionale che etnico, avere fantasia e passione. Perché il nostro corpo si merita di essere trattato bene. Se non ci importa di quello che ingurgitiamo, disprezziamo noi stessi. Volerci bene è un dovere, per noi e per gli altri.

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