Cosa facciamo nell’ombra?

Pubblicità

Di

Recensire cose ha i suoi problemi. Non è sempre facile o immediato trovare i significati nascosti, i messaggi cifrati o le sottigliezze attuate dall’attento regista. Ma “What we do in the shadows” è un enorme sollievo da questo punto di vista.

Per una volta ci si trova davanti a una serie tivù che, molto semplicemente, offre ciò che promette di offrire. Una specie di sitcom dai tempi comici perfetti, in cui ogni elemento è scelto per essere tanto banale quanto esilarante. Dalle giovanissime vampiresse che si nutrono adescando pedofili online, alle litigate alla stregua di risse tra ubriachi che la comunità vampiresca ha con quella licantropa.

Una nota al merito va anche ai personaggi, squisitamente costruiti per cavalcare in modo ironico gli stereotipi del genere dark-fantasy. Il Leader Nandor è un vampiro a detta sua e dei suoi compari elegante e affascinante, sebbene questo supposto carisma faccia spesso fatica a manifestarsi. Laszlo e Nadja sono una coppia di succhia-sangue europei che hanno vissuto gli ultimi secoli nella lussuria e nell’edonismo, ma si vedono ora investiti dai normali problemi relazionali di una coppia sposata.

C’è poi la formula “mockumentary” (mock = fare il verso e documentary = documentario) a presentare il tutto in maniera ancora più spassosa. A rendere il tutto meritevole di lode è lo stile, cioè quell’evidente passo da documentario fintissimo, con interviste dei protagonisti che, a domanda, rispondono. Una serie che si rifà a un piccolo film neozelandese diventato di culto omonimo che segue la vita quotidiana di quattro vampiri residenti in una Wellington esponenzialmente meno eccitante delle grandi città americane o europee. Girato alla “The office” o “Parks and rec”, ovvero con una sequenza di scene in cui i personaggi tentano di apparire il più naturali possibile, intramezzate da piccoli montaggi d’interviste e riflessioni dei personaggi.

Ecco così che, della serie “What we do in the shadows”, l’episodio pilota è stato assegnato al regista Taika Waititi, già regista del film riuscendo a tirare fuori il meglio da questi personaggi che cercano in modo impacciato di atteggiarsi come qualcosa che non sono, solo per la telecamera. Raramente mi è capitata una serie capace di farmi ridere di gusto in modo così genuinamente semplice – per questo mi sento di consigliarla a chiunque. Al momento abbiamo solo 10 episodi, a cui presto si aggiungerà però una seconda stagione.

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

NO,GRAZIE!