Ecco perché boicottare il Corriere

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Ma è mai possibile che il “Corriere del Ticino”, manco fosse il “Corrierino dei piccoli”, continui imperterrito ad alimentare la favoletta di chi si ostina a negare, perfino di fronte alle evidenze prodotte dalla quasi totalità della comunità scientifica, che la temperatura media della terra stia lentamente e inesorabilmente aumentando per colpa nostra? Assolutamente sì. Per l’ennesima volta in quel di Muzzano si è deciso di dare spazio e voce a chi, come il chimico Franco Battaglia, docente all’Università di Modena, è diventato una celebrità per via delle sue posizioni negazioniste di fronte ai modelli che avvalorano l’origine antropica del surriscaldamento climatico.

Ben in evidenza in seconda pagina, il professor Battaglia, con l’esempio della candela e altre presunte prove, relativizza il problema e sbeffeggia chi sostiene che l’attività umana abbia una reale influenza sui cambiamenti climatici in corso (cioè la stragrande maggioranza dei suoi colleghi). Dalle colonne del maggiore quotidiano ticinese, Franco Battaglia nega così che si sia ormai sull’orlo della catastrofe ambientale e le manifestazioni che da tempo animano le nostre città, così come il movimento “Fridays for Future” capitanato da Greta Thunberg, secondo lui, son solo tutte “gretinate”.

Già. Ma chi è davvero Franco Battaglia e perché a spalleggiare le spacconate del professore – così come è già accaduto in precedenza (leggi qui e qui) – c’è il giornale diretto da Fabio Pontiggia? In soccorso ci giunge un articolo di un suo collega docente della Facoltà di Scienze MM. FF. NN. a Firenze pubblicato dal “Fatto Quotidiano”.

Vi dirò che provo una certa ammirazione per Franco Battaglia – scrive il professor Ugo Bardi – Non certamente per quello che scrive sul clima: fra le altre cose, lui è riuscito a ottenere il record non invidiabile di mettere insieme 112 errori su 31 pagine in suo libro del 2016 dove si ingegnava a confutare la scienza del clima. Piuttosto, Battaglia è un personaggio interessante perché ha capito fin troppo bene come funziona la comunicazione al giorno d’oggi e sfrutta questa conoscenza a suo vantaggio.”

La tecnica usata dal professor Battaglia, ieri sul “Corriere del Ticino” e in precedenza ospite de “Il Giornale” è molto semplice. Il segreto per guadagnare consensi è rinforzare i pregiudizi. Dei propri lettori così come dei propri elettori. Ce lo ha, per esempio, reso evidente Cambridge Analytica con il supporto che ha dato alla vittoria di Donald Trump o altre campagne di propaganda, come nel caso del referendum sulla Brexit. Il metodo consiste nel raccogliere dati sui social media per identificare e “profilare” un target di utenti o di votanti e dirigere verso di loro dei messaggi concepiti per rinforzare le loro convinzioni.

Capito cosa sta facendo, da qualche tempo a questa parte, il Corriere? Non informazione, ma proselitismo. Propaganda. Usando come ariete personaggi del calibro di Franco Battaglia, uno che non si fa nessuno scrupolo a sostenere l’insostenibile. Cosa che tempo fa il professore aveva peraltro già fatto con il nucleare. Anche in quell’occasione aveva difeso a spada tratta l’utilizzo dell’energia nucleare arrivando a negare i morti e le conseguenza delle catastrofi di Chernobyl e Fukushima. Una condotta tanto irresponsabile che furono non pochi coloro che chiesero le sue dimissioni da docente universitario.

Ecco perché speriamo che chi si sta battendo, reclamando a gran voce un cambio di rotta anche nella Svizzera italiana, non se ne stia con le mani in mano, ma si faccia sentire e protesti, boicottando quei media che, come il “Corriere del Ticino”, sembrano aver fatto della disinformazione e delle teorie complottistiche la loro linea editoriale, convinti forse di dover assecondare o, peggio, tranquillizzare quella parte di lettori che di problemi legati all’attività umana così come accade per il surriscaldamento globale, non ne vogliono assolutamente sapere.

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