Fascisti via da Facebook, ora agisca la politica

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La scelta di Facebook di cancellare gli account di CasaPound segna uno spartiacque.

Del resto quando un’azienda così grande stabilisce che un’organizzazione presente sulla sua piattaforma è anti-democratica e fomenta odio non lo fa in un attimo, non schiaccia un tasto, non lo fa in seguito a una manifestazione, ma dopo mesi di analisi e tavoli internazionali.

La scelta di Facebook è in accordo con le linee guida sull’hate speech e con la stessa legge italiana.

Non è censura, perché non limita l’espressione del dissenso, ma vieta la propaganda fascista, che è fuori dalla democrazia.

Il fascismo non è un’opinione politica, non è una posizione tra le altre, come qualunque altra ideologia autoritaria, totalitaria, dittatoriale.

Adesso è la politica a dover fare qualcosa, perché io credo che quella attuata ieri sia una decisione necessaria, ma non sufficiente.

La politica ha lasciato a CasaPound pieno diritto di parola, rappresentanza, presenza televisiva, occupazione abusiva di stabili.

La scelta di Facebook è necessaria ma non sufficiente, ma se la critichiamo non possiamo fare il passo successivo.

Quindi, ora che una multinazionale con un enorme potere sovranazionale e che in genere consideriamo il male assoluto – salvo poi dedicarle molte ore al giorno – ha fatto il suo, tocca a ciascuna e ciascuno di noi continuare o iniziare a fare il nostro, lavorando per ricostruire una cultura politica che non appiattisca le differenze ma sia vero territorio democratico.

Maura Gancitano

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