Lombardi, ecologia à la carte

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Senza giri di parole: i cartelloni elettorali di Filippo Lombardi sono la summa della peggior propaganda negazionista sulle problematiche ambientali. Il Consigliere agli Stati PPD campeggia per le strade del Ticino accusando una non meglio precisata ideologia ambientalista di “usare la paura per imporre tasse e divieti schiaccianti”, dichiarandosi a favore della protezione dell’ambiente “per l’essere umano e non contro di esso”.

Mai visto un simile concentrato di malafede e ipocrisia. Perché per scatenare una caccia alle streghe contro l’ambientalismo, una moda che sembra aver soppiantato l’anticomunismo maccartista, due son le cose: o non si è capita minimamente la profondità del baratro in cui ci stiamo gettando, o si è, appunto, in malafede, con il preciso intento di denigrare l’ambientalismo in preda al panico per il crescere dell’onda verde che fa tremare un po’ di poltrone.

Usare la paura? Davvero? Allora, Lombardi, vada a spiegare alle persone che stanno sotto il ghiacciaio di Planpincieux in procinto di crollare che va tutto bene e che i Verdi vogliono solo spaventarli. Divieti assoluti? Vada a dirlo, Lombardi, agli abitanti di Taranto con i polmoni macerati dai fumi dell’Ilva, lo racconti agli indios depredati delle loro terre da chi brucia l’Amazzonia per profitto, lo dica agli abitanti del Mendrisiotto soffocati dalla cappa di smog. 

Ci spieghi, Lombardi, come si fa a proteggere l’ambiente per l’essere umano, quando è proprio la smania antropocentrica che sta devastando il pianeta, con la deforestazione e la conseguente desertificazione di vaste zone nei Paesi più poveri, provi a convincere le famiglie dei 37 morti dell’alluvione di Messina del 2019 che evitare il dissesto idrogeologico impedendo l’abusivismo selvaggio è contro l’essere umano, lo dica ai ticinesi sovrastati dal cemento. Vogliamo sapere se permettere tutto questo è “per l’essere umano”.

Ce lo spieghi, perché vogliamo davvero capire come si fa a demonizzare chi cerca di salvare questo pianeta dall’abisso. Ci faccia capire cosa gliene viene in tasca, oltre ad un pugno di voti per tenersi aggrappato alla poltrona, ad additare i Verdi come i comunisti mangiabambini degli anni ‘50. Ci illumini su come sia “contro l’essere umano” voler evitare una catastrofe che rischia di spazzare via quegli stessi esseri umani.

Propagandare una sedicente protezione dell’ambiente per l’uomo quando fino all’altro ieri ci si è battuti per il raddoppio del Gottardo nonostante le chiare conseguenze in termini di aumento del traffico su gomma e dunque di inquinamento delle valli, mi si passi il paragone boccaccesco, è un po’ come predicare la castità uscendo dal bar Oceano.  A vedere certe persone darsi una parvenza verde, quando fino a ieri di verde avevano a malapena la moquette sembra di contemplare attempati signori vestiti con abiti giovanili intenti a provarci con le ragazzine. Fa ridere, e anche un po’ piangere.

È vero, lo ammettiamo, per far fronte al cambiamento climatico servono misure drastiche, sicuramente impopolari, cambiamenti radicali rispetto allo stile di vita a cui siamo abituati: ma sostenere che tutto questo sia contro l’essere umano anzichè una via, forse l’unica via, di salvezza per esso, è da folli o da ipocriti. E non ho alcun dubbio che Lombardi, insieme a tutti gli altri negazionisti, sia perfettamente sano di mente e consapevole della portata propagandistica delle sue affermazioni. 

Ma qui si gioca con il futuro di tutti noi, e non c’è nè tempo nè posto per ambientalismi à la carte, su misura, senza doveri e con soli diritti, che durano il tempo fra una votazione e l’altra: per cui la smetta, Lombardi, di cavalcare l’onda e lanciare assurde cacce alle streghe. Perché di tempo ne è rimasto poco, e lo stiamo sprecando additando il nemico sbagliato, quando quello vero è qui. Davanti a noi, nello specchio.

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