Frontaliere a decine per Ghiggia

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Battista Ghiggia glissa, in una recente dichiarazione sui social cerca di saltare a piedi pari le sue beghe legate alle dipendenti frontaliere (assistente e domestica).Oggi la Regione Ticino torna all’attacco e il bilancio è pesante.

“Non una. E nemmeno due segretarie. Di più. Le frontaliere assunte dall’avvocato luganese e candidato della Lega al Consiglio degli Stati Battista Ghiggia sono state nel corso degli ultimi tredici anni – tra il 2005 e il 2018 compresi – dodici, di cui una divenuta poi dimorante. È quanto risulta alla ‘Regione’. Alcune hanno lavorato per tot mesi, altre per più anni. Dal 2014 e almeno fino all’anno scorso le segretarie erano due e le stesse. Pagate anche bene. Dodici frontaliere, che salgono a tredici se si tiene conto anche della collaboratrice domestica alla quale ha accennato ‘Il Caffè’ di domenica scorsa.”

“in Ticino non ho trovato profili idonei” insiste granitico il Ghiggia. Boh, si resta un po’ basiti, o siamo un Cantone di inetti deficienti o qui qualcuno non la racconta giusta. Passi la segretaria-assistente superqualificata che sa cinque lingue, anche se viviamo in una nazione poliglotta dove saperne almeno due è la norma per il 99,5% degli svizzeri. A tal proposito, solo ieri Marina Carobbio, presidente del Parlamento elvetico, scriveva:

“Oggi era la giornata del plurilinguismo qui a Palazzo federale. Per valorizzare questa importante realtà del nostro Paese, molte colleghe e colleghi hanno tenuto interventi in altre lingue e io eccezionalmente non ho condotto i dibattiti parlamentari in italiano.”

Ora salta fuori che al buon Ghiggiaprimainostri, dei nostri gli importa come dei lombrichi nel suo composto (sempre che ne abbia uno), e che nel corso degli anni di frontaliere ne ha assunte una dozzina.

Alcuni fanno notare che gente del genere, come Siccardi dell’UDC, parla di preferenza indigena e poi assume in gran parte frontalieri. Lo stesso Siccardi avrebbe un buon 80% di personale frontaliero in azienda.

E se proprio vogliamo fare le pulci a Ghiggia, anche una maggioranza del personale della Casa per Anziani Opera Charitas da lui presieduta, compresi dei ruoli di responsabilità, è composta da frontalieri. Insomma, più che un vizio una dipendenza.

Domandatevi come reagireste se un Verde che pontifica tutto il giorno di riscaldamento climatico, fosse beccato a girare con un trattore sovietico che va a kerosene mentre si reca all’aeroporto per volare in Nuova Zelanda.

Ora sappiamo che la coerenza non è il forte di certi leghisti, anzi, è quasi una malattia che si guardano bene dall’evitare. Cambiare idea come banderuole è la prassi, vedi solo la famosa tassa sui rifiuti. Ma qui siamo di fronte a uno che dice di battersi per la Svizzera e per i ticinesi e poi fomenta quel mercato malato del frontalierato, che tanto spaventa appunto i residenti.

“Ho dato le mie spiegazioni. Per me la questione è chiusa. Ora a tutta forza verso Berna senza distrazioni!” Scrive Ghiggia sui social. A noi la situazione sembra tutto meno che chiusa, anzi, la crepa sta diventando una voragine che rischia di inghiottire Battista, e siamo certi che se sparisce questa volta, nessuno lo rivedrà più, come gli orchi delle fiabe.

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