Il Corriere nega il riscaldamento climatico

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Ci faremmo operare al cervello da un ginecologo? No, ovvio. Eppure siamo disposti ad accettare teorie strampalate e demenziali da persone che non hanno nessun titolo per avere sufficienti informazioni in merito.

È il caso del dottor Pio Eugenio Fontana. Che ha sollevato, con il suo articolo sul Corriere del Ticino, un articolo negazionista sul clima in cui tirava in ballo non specificati complotti di presunti poteri forti, un bel polverone. Ieri avevamo portato alla vostra attenzione le rimostranze indignate del glaciologo e meteorologo Giovanni Kappenberger (leggi qui).

Nell’articolo Fontana dichiarava e definiva, (sul Corriere del Ticino, mica sull’Enquirer):

“la bufala del riscaldamento globale causato dall’uomo”come “una delle più grandi manipolazioni di massa della storia” .

Fontana è dottore in meteorologia? Climatologo? Glaciologo? O almeno geografo o geologo? No. Fontana è geriatra e lavora alla clinica Moncucco. Ecco, ora spiegatemi, appunto, che qualifiche ha un geriatra per contraddire il 98% della comunità scientifica mondiale, perché questa è la percentuale di scienziati che ormai concordano nel certificare la responsabilità umana nel vertiginoso riscaldamento climatico. Insomma, un ginecologo che vi opera al cervello.

È il giornalista Pietro Ribi a fare pelo e contropelo al buon Fontana. Lo fa in polemica col direttore del Corriere Pontiggia, che ha rifiutato la sua lettera, leggiamo, per evitare: “l’osceno spettacolo tra tifoserie contrapposte”. Dunque Fontana si incista come un pisello nel baccello della narrazione del Corrierone, iniziata con Marcello Foa, Tito Tettamanti e Steve Bannon. Ma chi è Fontana? Leggiamo nell’articolo di Ribi, pubblicato su climatizzati.ch, che:

“ (…)Fontana è medico e presidente dell’associazione Verità e Valori, un’organizzazione antieuropeista che si autodefinisce apartitica e aconfessionale, vicina ai cacciatori, ai collezionisti di armi e che professa un credo basato sulla responsabilità individuale e sulla lotta, citiamo, allo “Stato ficcanaso e inquisitore”. Detto ciò Fontana, nel suo articolo definisce, quella che lui chiama “la bufala del riscaldamento globale causato dall’uomo” come “una delle più grandi manipolazioni di massa della storia” che sarebbe stata ordita da non meglio precisati “interessi finanziari di migliaia di miliardi di dollari”.

Abbiamo deciso di verificare. È sufficiente una sfogliata veloce a internet e al suo profilo Facebook per avere la conferma che il complottardo negazionista pistonato dal Corrierone è proprio quello che dichiara Ribi.

Sul suo profilo, appunto, troviamo pubblicità dell’UDC, video dell’impalpabile Battista Ghiggia e meme sovranisti.

Insomma, Fontana non solo non ha le qualifiche per parlare di clima, ma appartiene a quella corrente di pensiero che sta imperversando in Europa, un pensiero, quello sì, spesso foraggiato da lobby industriali vicine al carbone, al petrolio, o alle armi. Chi cita Fontana per sostenere le sue tesi, deboli come un’impalcatura di fili d’erba? Leggiamo sempre dal bell’articolo di Ribi:

“(…) A sostegno della sua tesi cita il professore emerito Richard Lindzen dell’MIT, il fisico dell’atmosfera che ha consigliato a Trump di uscire dagli accordi di Parigi sul clima e che nega che il riscaldamento climatico sia causato dall’uomo. Va precisato che Lindzen figura sulla lista paga delle multinazionali del petrolio e del carbone, e che, tra l’altro, ha pure negato i pericoli del tabagismo per la salute umana. Nel 2016 ha ad esempio incassato 30’000 dollari dalla Peabody Energy, una ditta attiva nel settore del carbone la quale ha finanziato per anni numerosi lobbysti e organizzazioni che negano il riscaldamento climatico (i relativi documenti sono diventati di pubblico dominio durante il processo per insolvenza della Peabody). Lindzen è pure da anni sulla lista paga, con un emolumento di 25’000 dollari all’anno, del Cato Institute, un’organizzazione fondata dal miliardario Charles Koch che si prodiga per uno stato minimalista, per lasciare la più grande libertà possibile alle imprese e per abbassare, e dove possibile eliminare, le tasse. Fra i maggiori finanziatori del Cato Institute figurano l’industria del tabacco, quella petrolifera, quella farmaceutica e, appunto, i fratelli Charles e David Koch (quest’ultimo morto proprio in questi giorni), due miliardari ultraconservatori attivi fra l’altro nel campo del petrolio, della chimica e dei fertilizzanti e grandi finanziatori delle Tea Party. Ecco per quel che concerne la credibilità di Richard Lindzen, che tra l’altro è stato screditato in una lettera pubblica da 22 dei suoi stessi colleghi scienziati del MIT *). (…)” 

Ribi, preciso come un orologio svizzero e letale come un caterpillar in un campo di talpe, prosegue a smontare le tesi di Fontana:

“ (…)Fontana cita poi tutta una serie di altri professori, come William Mason Gray, morto nel 2016 all’età di 87, il quale affermava che quella che lui definiva “la teoria sul riscaldamento climatico” era solo il frutto di una congiura di governi e ambientalisti per poter realizzare un “governo mondiale”. Fra i citati figura anche l’astrofisico israeliano Nir Shaviv, considerato una star fra coloro che negano che il riscaldamento climatico sia causato dall’uomo. Shaviv partecipa regolarmente alle conferenze organizzate dal Heartland Institute, un’organizzazione lobbystica finanziata dall’industria del tabacco e da quella del petrolio. Il Heartland Institute fa parte dell’Atlas Network, una rete di organizzazioni ultraconservatrici che si dedica principalmente a promuovere lo smantellamento delle norme per la protezione dell’ambiente, della salute e del clima.(…)”

Questo è il Corriere del Ticino oggi. Un giornale che in sprezzo alla ragione, si comporta come il peggior squallido tabloid scandalistico. Lo fa, come dicevamo, contraddicendo il 98% della comunità scientifica e un’inchiesta del PNAS, la rivista della National Academy of Sciences degli Stati Uniti che certifica come il 97% degli articoli scientifici in proposito confermino l’influenza umana nel riscaldamento climatico.

I soliti mattacchioni dell’UDC, come Nadir Sutter, citano a sostegno delle loro tesi Galileo, che andando contro i dettami della sua epoca aveva ribadito (rischiando il rogo) la teoria eliocentrica. Insomma, Galileo scienziato solitario, aveva ragione e gli altri no. Una cacchiata cosmica. A quel tempo in molti erano convinti o addirittura a conoscenza che la terra girasse intorno al Sole, il problema era la Chiesa, che come fanno oggi i Fontana di turno, negava l’evidenza.

La verità deve essere supportata da studi, da comparazioni, da dati e da verifiche. Gente che nega l’evidenza e in più parla di presunti complotti di non si sa chi, dovrebbe avere posto solo nel blog di Marcello Foa, e non sul maggiore quotidiano ticinese, che oltretutto nega il confronto. Un comportamento che fa scadere ancora di più il quotidiano di Muzzano nell’alveo dei giornaletti fantascientifici e complottardi.

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