Il porno più sporco di sempre

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È pertinente un video porno che cerca di sensibilizzare le persone nei confronti dell’inquinamento da plastiche nell’oceano? O è un astuto metodo per cavalcare il trend ecologista?

L’immagine è bucolica. Una spiaggia tropicale, due giovani visti da dietro in costume da bagno. Passeggiano sulla spiaggia, si sdraiano. Lui afferra una chiappa di lei. Si rialzano e proseguono sulla spiaggia. Piano piano la rena si riempie di plastica, nel mare di zaffiro vediamo galleggiare una bottiglia. 

I giovani si sdraiano iu un piccolo spazio libero tra i rifiuti e cominciano ad amoreggiare, ma intorno a loro, compaiono delle persone in tuta bianca e maschera antigas che raccolgono i rifiuti dalla spiaggia. Sulla schiena il logo di Pornhub, uno dei più famosi portali pornografici al mondo

“Noi di Pornhub abbiamo un motto: più sporco è meglio. Ma anche per noi c’è un limite, oltre sei milioni di tonnellate di spazzatura finiscono sulle nostre spiagge ogni anno, mettendo in pericolo questi già fragili ecosistemi. Quindi abbiamo deciso di fare qualcosa a riguardo.

Il più sporco porno di sempre

Abbiamo girato un film per adulti in una delle spiagge più sporche del pianeta, e per aiutare a pulirla…vogliamo che tu ti cali nel ruolo. Per ogni visualizzazione del video, faremo una donazione a Ocean Polymers, per aiutarli a preservare i nostri oceani e spiagge.”

Questo, tradotto sommariamente, il messaggio che scorre sul video (vedi qui)

Un’idea di marketing geniale da un lato, che colloca Pornhub tra le aziende più fantasiose e innovative, un portale che seppur di nicchia, con queste iniziative riesce ad arrivare a un pubblico ancora più ampio, pubblico che normalmente non usufruirebbe dei suoi servizi. Una pubblicità intelligente e astuta che porta acqua al mulino del brand Pornhub.

Sbagliato? Non direi, questo è il classico caso win – win, dove nessuno ci perde. Pornuhub si fa pubbblicità, ma manda al contempo un messaggio forte e straniante al suo pubblico: ok il porno, ma ricordati di quello che sta succedendo al pianeta. Insomma, un vettore potente che sfrutta la pornografia per parlare di clima e delle plastiche che infestano i mari. Una situazione di simbiosi, dove ognuno dei due temi sfrutta l’altro per migliorare la propria visibilità.

Se non siamo schizzinosi, poco importa da dove si sollevano le voci per salvare il nostro pianeta dal degrado. L’importante è che se ne parli, che si smuovano le coscienze, che si rompano schemi precostituiti da decenni. È ora di cambiare, e Pornhub lo ha capito prima degli altri.

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