In un paese per vecchi aspettando il mare sulla riva del lago con il vecchio del mare

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Ooh che titolone! È piaciuto anche al mio amico Ernest.

Mi sarebbe veramente piaciuto conoscere Hemingway e saremmo sicuramente andati d’accordissimo: viaggi, storie, rum, canne e belle donne sono il mio hobby preferito; ma lui se ne è andato troppo presto e io sono nato troppo tardi. Comunque oggi siamo entrambi vecchi, non vogliamo rendercene conto, non vogliamo ammetterlo ma la gioventù l’abbiamo vissuta e ora se ne è andata e non c`è più.

Il 15 agosto lentamente e un po’ affaticati abbiamo camminato lungo gli argini fino alla foce del fiume, assaporando l’estate, l’immobilità dell’aria umida e la compagnia delle zanzare. Imbruniva, e aspettavamo che la magia del tramonto colorasse il lago e accendesse la città.

<<Ernest, questa sera ti porto a divertirti a Lugano che anche se non è l’Havana è bella, romantica e giovane, una nuova città universitaria!>> avevo un tono entusiasta ma lui mi ha raggelato:

<<Non dirlo ad alta voce perché sai che a dirle, le cose belle non succedono>> e come al solito aveva ragione lui, alle nove la città era animata ma negozi e ristoranti erano chiusi, sbarrati … morti, bui.

<<Caspita, sei proprio carico di esperienza, come lo sapevi vecchio saggio?>> <<No, Coia, la saggezza dei vecchi è il grande inganno, non diventano saggi, diventano attenti.>> <<Bon, senti, tu che sei attentissimo, dimmi: come devo comportarmi, cosa devo fare per poter dare dei suggerimenti agli amministratori della città, come posso farmi ascoltare e con chi devo parlare?>> Ernest con un sorriso sdentato e con tono rilassato mi ha sussurrato << Un uomo intelligente a volte è costretto ad ubriacarsi per passare il tempo tra gli idioti … >> <<Spiegati meglio, vuoi dire che per parlare col Jelmini devo ubriacarmi e andare alla messa di domenica, tirargli la giacca e attaccare bottone?>> Ernest alzando gli occhi al cielo ha risposto << Tutti gli uomini che ragionano sono atei.>>

<< Bon allora lasciamo stare il povero Angelo. Con Borradori e Foletti che da folli anarchici e ricercatori di libertà oggi si ritrovano bacchettoni e moralisti come mi pongo? Mi ubriaco anche per loro?>>

<< Sulla morale ho appreso che una cosa è morale se dopo averla fatta ti fa sentire bene e immorale se ti fa sentir male … >> Ernest mi ha fatto capire più con lo sguardo che con le parole che sarebbe stato meglio rivolgersi a qualcun altro, ma appena ho pronunciato il nome di Lorenzina mi ha interrotto quasi gridando:

<< Il mezzo per non cambiare è non pensare! E ricordati, Coia, che Codardia è quasi sempre semplicemente la mancanza della capacità di sospendere il funzionamento dell’immaginazione>> Senti, Ernest, stai diventando un po’ troppo ermetico, a chi devo parlare? Al Bertini? Ma lui è l’ombra del grande burattinaio GG, frequenta quella gente lì … << Non bisogna giudicare gli uomini dalle loro amicizie: Giuda frequentava persone irreprensibili.>> Ascoltami, Ernest, il buon Badaracco è troppo occupato a scavare la fossa dell’aeroporto per darmi retta, il buco è enorme ma lui scava ancora di buona lena; quasi quasi mi faccio un bagno, poi un cicchetto e vado a cercare la Cristina Zanini Barzaghi, che ne dici Ernest? Rimane solo lei …

<< Dobbiamo arrenderci all’idea che ai più importanti bivi della vita non c’è segnaletica>>

Ma allora così sono in alto mare, al punto di partenza, porca miseria! Altro che confidarsi con il vecchio … è peggio dell’alzheimer! Povera città, come fare a far ripartire Lugano? Chi mi dà una mano?! Aspettiamo l’innalzamento dei mari che ce lo hanno già assicurato e promesso?

<<Senti, Ernest, ti riporto all’istituto che è diventato tardi?>>

<< Quando si invecchia tutto sembra più piccolo>>

Poi lentamente ci siamo avviati lungo il fiume verso Casa Serena … vicino all’università

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