Kappenberger furioso col Corriere

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Il Corriere del Ticino, nonostante la partenza di Marcello Foa alla direzione RAI, persegue quatto quatto quella via maestra che più che di destra sa di sovranismo. È Giovanni Kappenberger, meteorologo a bacchettare stavolta i negazionisti di Muzzano

E per i sovranisti, non si capisce bene perché, anche il riscaldamento climatico è un nemico, non nel senso canonico che gli diamo noi, o che gli danno tutte le persone di buon senso e la stragrande maggioranza della comunità scientifica, ma all’opposto.

Ecco allora che vediamo il glaciologo Giovanni Kappenberger, mite meteorologo, già collaboratore del nostro osservatorio meteorologico, uno che di clima, insomma, ci mastica, che fa un doppio salto carpiato sulla sedia alla lettura di un articolo del Corriere del Ticino.

Nel pezzo, ignorando allegramente, come fanno spesso i sovranisti, le realtà scientifiche ribadite ormai dalla quasi all’unanimità dalla comunità scientifica, una caterva di frottole che fanno salire la mosca al naso a Kappenberger, che in risposta scrive anche lui ai giornali: 

“Lo stesso giorno sul CdT (sabato 31 agosto NdR) un articolo in seconda pagina dal titolo “La manipolazione di massa sul riscaldamento globale”. Resto allibito. Un testo che cerca di spacciare per conoscenze serie e fondate alcune evidenti falsità scientifiche e di una pochezza argomentativa sconcertante. Illuminante al proposito il riferimento ai (presunti) rapporti di sudditanza fra politica e ricerca scientifica: prima si afferma che i politici non capiscono nulla e sono sudditi degli esperti scientifici, e poche righe più avanti si afferma che questi ultimi sono sudditi dei primi che ne finanziano le ricerche… ci avete capito qualcosa?

Nel testo si fanno poi generici riferimenti a “potenti lobby” di cui sarebbero a servizio tanto la scienza quanto la politica. A “interessi finanziari di migliaia di miliardi di dollari” che si nasconderebbero dietro agli allarmi lanciati sul tema dei cambiamenti climatici. Avrebbe la cortesia il signor Fontana di spiegarci a chi e a cosa fa riferimento? Giusto per capire se non si tratta del solito fumo senza arrosto, delle solite quattro balle da bar sparate tanto per darsi le arie di uno che la sa lunga. 

Mi chiedo infine se davvero al CdT si ritiene che pubblicare testi simili abbia qualcosa a che fare con l’informazione e con il servizio pubblico…”

Kappenberger si domanda quello che ci domandiamo anche noi. Lasciando perdere le idee politiche che schierano i giornali e li fanno essere portavoce dell’una o dell’altra tesi, ci chiediamo se di tesi si tratti. Un giornale che ha pretese di correttezza e rigore scientifici non può prestarsi, soprattutto in questi giorni dove i segnali del cambiamento climatico sono così palesi, a tesi raffazzonate, senza riscontri e con accuse generiche. Insomma, nonostante la partenza di Marcello Foa, sembra che al Corriere, la tentazione di proseguire sulla scia delle notizie artificiose e bugiarde sia ancora forte.

Stando così le cose, non stupirebbe se Foa, supercoccolato ex amministratore delegato del gruppo del Corriere del Ticino (leggi qui), silurato dalla RAI come meriterebbe, ritrovasse un caldo nido ad attenderlo nei dintorni di Muzzano. 

La storia purtroppo è impietosa e il riscaldamento climatico una realtà. Domani alla cassa saranno chiamati non solo quelli che non hanno fatto nulla, ma anche coloro che sapendo, portavano acqua al mulino del profitto e del sovranismo trumpista, schiavi di un’ideologia suicida che grida vendetta al cielo, o meglio, alla terra.

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