La tragica difesa di Ghiggia

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Neanche Norman Gobbi ce la fa a tacere e, coi cabasisi che gli fumano come i copertoni di Ghost Rider, rilascia la seguente dichiarazione: “Questa situazione, non nego, fa bollire le busecche a diversi leghisti e a diversi ticinesi”. Ma il vero cammeo è la patetica difesa sul Mattino di Quadri.

In poche parole, anche in casa leghista, la dozzina di segretarie del Battista Ghiggia che si batte per la Svizzera, non  sono andate giù. 

E ieri è uscito il Mattino, che fa il piangina come non mai, dimostrando ancora una  volta che la macchina del fango va benissimo solo quando a guidarla è Lorenzo Quadri o qualche suo tirapiedi.

Ghiggia si lamenta che sembra la prefica di un teatro greco, “è una macchina del fango!” “Lo fanno per screditarmi!”. Battista, ti spieghiamo una cosa, a te che ti candidi ogni quattro anni per due o tre mesi e dunque non sei pratico. Si chiama politica. 

Se fai lo sbruffone, tipo gridare Prima i Nostri e menarla a tutti con la preferenza indigena e poi assumi una dozzina di segretarie frontaliere, è colpa tua. Non è una macchina del fango, sei proprio tu che hai fatto una fesseria. È come se qualcuno venisse a predicare verginità e poi salta fuori che è il pappone di un bordello.

Per cui, non sono gli altri che ti infangano, sei tu che gli fornisci da solo secchiate di fango in abbondanza, e questo lo ha capito anche Norman Gobbi, oltre a una bella fetta di leghisti, quelli abituati a non farsi prendere per il naso perlomeno.

In tutta questa storia che inchioda il Battista come un Cristo alle sue reponsabilità, Quadri ci prova, nel patetico tentativo di dare la colpa agli altri:

“Ghiggia ha alle sue dipendenze tre frontalieri: l’assistente plurilingue, un’altra collaboratrice e l’ex badante della defunta madre (che suona meglio di “domestica”). Non lo sapevamo, ma sono cose di 15 anni fa.”

E l’altra dozzina di segretarie? Quelle sono evaporate? Parliamo dunque di una quindicina di persone, le cui assunzioni sono cominciate tredici anni fa e sono proseguite fino ad oggi. Così la Lega ammette candidamente che il Ghiggia, il grande campione gentiluomo, a loro non aveva detto una beneamata cippa. E poi ragazzi, dai, è roba vecchia!

Vecchia un corno, Ghiggia non risponde a delle domande plateali. Che profilo qualificatissimo ha la sua domestica? E le rimanenti dodici segretarie passate dallo studio, avevano anche loro tutte una formazione superiore a delle ticinesi? E quanto erano pagate? Tutte con stipendi da nababbo? 

Eh sì, perché uno è un caso, a due storci il naso, a tre magari se sei un buonista gli dai ancora fiducia, ma dopo una quindicina di frontalieri non ce la dà più a bere.

Le arrampicate sui vetri di Quadri a difesa del Battista sono quasi dolorose, sembra una madre che difende il figlio stupratore: insomma, è quella lì che ha provocato il mio ragazzo con la minigonna! Leggiamo per farci quattro risate:

“La stampa al servizio dei radikalchic le sta tentando tutte per scatenare contro il candidato leghista al Consiglio degli Stati Battista Ghiggia una shistorm (= tempesta di cacca) di proporzioni epocali. Segno evidente che la casta spalancatrice di frontiere ha PAURA di Ghiggia. È terrorizzata all’idea che l’odiato leghista possa rompere il monopolio degli euroturbo alla Camera dei Cantoni: un monopolio che dura da decenni e che è deleterio per il Ticino. E quindi la casta manda avanti i sicari mediatici. Il che di per sé è un riconoscimento del valore del candidato: se l’establishment l’avesse considerato una scartina, non si sarebbe certo sporcato le mani! Ghiggia non ha mai avuto 13 frontalieri tutti assieme alle proprie dipendenze! I permessi G non si cumulavano, ma semmai uno sostituiva l’altro…”

Da tenersi la pancia. Commentare è superfluo. Lo spettacolo pietoso della difesa ad oltranza con sottili distinguo fa sembrare lo scandalo di Argo1 di Beltraminelli una questione gestita con inusitata eleganza e acume.

Ghiggia non fa paura, Ghiggia è semplicemente e definitivamente morto. Lo è politicamente, dopo le sua cavolate e dopo che parte della Lega lo sta scaricando (come Gobbi). Se Battista ha mai avuto una vaga possibilità di essere eletto (cosa già di per sé improbabile), con questa storia si è bruciato il ponte tibetano alle spalle e il ritorno è ormai virtualmente impossibile. In questo teatrino, il pizzaiolo Marco Chiesa gongola, perché sarà l’unico ad avvantaggiarsi di questa storia. 


Nella foto: nell’improbabile , ingenuo e quasi tenero fotomontaggio in prima pagina del Mattino (spassosissimo il Robbiani coi fulmini globulari in mano) vediamo i leghisti-Avengers. Quelle in basso piccole e scure sono evidentemente le segretarie di Battista Ghiggia, qui nelle vesti di Capitan America.

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