L’ambiente? Per UDC e PLR non esiste

Se UDC e liberali parlano di ambiente vi stanno prendendo per il Sedere. Un po’ meglio il PPD, una medaglia allo sforzo per il PBD, che due volte su tre vota a favore dei temi ambientali. Promossi a pieni voti, ovviamente, sinistra e Verdi.

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Le ONG che fanno parte di Alleanza Ambiente hanno stilato una classifica in base all’ecorating dei parlamentari, letteralmente il punteggio ecologico. Sono le votazioni stesse e i voti dei membri dell’emiciclo a dichiarare il credo professato. Valutati i voti dei singoli parlamentari sulle tematiche ambientali dell’anno trascorso, il risultato è impietoso: liberali e UDC sono i fanalini di coda. Se non se ne fregano di clima e ambiente poco ci manca. Leggiamo da TIO, che riporta un’agenzia di ATS:

“(…)Verdi, socialisti, Partito evangelico e Verdi liberali hanno votato a favore praticamente sempre e «dimostrano di essere all’altezza della loro reputazione di difensori dell’ambiente». Il PBD ha sostenuto i dossier ecologici in quasi due terzi dei casi in questa legislatura, migliorando la sua sensibilità ambientale rispetto agli anni passati. Il PPD ha votato «verde» in quasi la metà dei casi. Esistono però grandi differenze fra i rappresentanti del partito poiché la loro «nota» varia dal 70,4% al 33,3%.

In fondo alla classifica PLR e UDC. I liberali-radicali hanno bocciato i temi ecologici in quattro quinti delle votazioni. Anche in questo caso fra i consiglieri nazionali esistono forti disparità: il loro ecorating varia da 41% al 3,7%. L’UDC, senza sorpresa, è il partito «meno ecologico» con solo il 5% dei voti a favore.(…)”

D’altronde già si sapeva che nella deputazione ticinese, confermando i dati di Alleanza Ambiente gli ultimi della classe sono i leghisti Quadri e Pantani e l’UDC Marco Chiesa.

Certo ci sono un sacco di temi importanti, ma oggi è uno il tema fondamentale, quello che, nonostante uno sparuto manipolo di folli negazionisti, è palese a tutti. Il pianeta sta cambiando e non è più tempo di tergiversare, di rimandare, di scopare lo sporco sotto il tappeto.

Occorre cambiare completamente mentalità e paradigma di pensiero, anche se richiederà sacrifici, e ne richiederà di certo. Sul piatto però c’è la nostra esistenza di oggi e di domani. Perché i cambiamenti ormai non si misurano più in secoli ma in decenni. Salvare la nostra pelle, e anche il nostro sistema di vita, deve essere la priorità, a meno che non si abbiano istinti suicidi.

UDC e liberali non hanno solo idee diverse, ma idee che ci portano inevitabilmente verso un baratro nel quale non abbiamo nessuna intenzione di farci trascinare. Tra poco voteremo, sono noioso lo so, ma possiamo ancora sognare e cacciare le ombre del capitalismo selvaggio e rapace nei buchi dove si meritano di stare. Dobbiamo cambiare, perché tutto resti com’è. Il voto è solo l’inizio.

Nell’immagine: il riscaldamento globale nell’arco degli ultimi quarant’anni

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