Lo stile di vita europeo

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Pochi giorni fa abbiamo visto Ursula Von der Leyen presentare la compagine ministeriale europea. Lasciamo in secondo piano beghe politiche e partigianerie varie. È ovvio che non si è mai contenti. Concentriamoci su un ministero, quello che era delle migrazioni.

Un brutto segnale c’è sia per la delega a vicepresidente al greco Margaritis Schinas, appartenente a Nuova Democrazia, un partito di centro destra, ma soprattutto per il nome della commissione: “protezione del nostro sistema di vita europeo”. Se non fosse scritto nero su bianco sarebbe difficile crederlo.

E infatti numerose proteste e perplessità si sono sentite da parte di esponenti politici o parlamentari europei.

Questa denominazione sembra un regalo con tanto di fiocco dorato alle estreme destre europee. Una commissione che ieri si occupava di gestire il problema delle migrazioni e che ora diventa, almeno a parole, una specie di baluardo a difesa non solo dell’Europa, ma del suo sistema di vita, implicando automaticamente che il sistema di vita degli “altri” è invece quello sbagliato, quello che vuole cancellarci e distruggerci.

Un’idiozia pesante per il parlamento europeo, uno schiaffo a chi per decenni ha cercato di favorire l’integrazione per fare calare le tensioni.

E chi le tensioni le fomenta, finisce così per avere munizioni da sparare continuamente contro chi ci sembra “diverso”. Una follia sovranista, che va contro l’idea di un Europa multietnica e multiculturale. Se si ragiona così, allora è anche discutibile l’Unione Europea e hanno ragione i Paesi Visegrad o i sovranisti come Salvini e Johnson. Perché difendere il sistema di vita europeo presume che ci sia un nemico cosciente che vuole questa distruzione, una teoria del complotto senza nessun fondamento. Poi di che sistema di vita parliamo? Di quello della luterana Germania? O della cattolicissima e conservatrice Polonia? O della vivace e sinistrorsa penisola iberica?

La bellezza che c’è nella diversità viene automaticamente distrutta dal semplice nome di una commissione, un nome che risulta idiota e imbarazzante anche per lo stesso Schinas, che su Twitter glissa semplicemente, definendo se stesso non come vicepresidente della “protezione del nostro stile di vita europeo”, ma con la vecchia dicitura, e cioè, “vicepresidente per le migrazioni, la sicurezza, i diritti sociali, l’istruzione, la cultura e i giovani”. Non una differenza da poco.

Lo stesso presidente del’europarlamento, l’italiano David Sassoli del PD, che molti ricorderanno al TG di Rai 1, ha espresso il suo sconcerto alla presidente Von der Leyen.

Sconcerto se non rabbia anche da parte di altri esponenti, come Enrico Letta, l’inglese Claude Moraes o l’olandese Sophie in’t Veld.

La speranza è che la UE faccia retromarcia e non dia un assist talmente palese a quell’estrema destra che fa tutto per distruggere la UE.

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